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Vecchio 06-June-2008
dizzi dizzi Non in Linea
AI senatus
 
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Io credo che l'organizzazione di una manifestazione nazionale rappresenti un tentativo di ottenere qualcosa 'dal basso' dopo aver creato una coscienza comune tramite il dibattito.
Sono però un po' perplessa all'idea di poter coinvolgere in maniera paritaria gli strutturati in Soprintendenze e Università che di fatto hanno sempre inibito e ostacolato le rivendicazioni, soprattutto dal punto di vista del mansionario e del tariffario. Senza alcuna polemica voglio solo ricordare quale disastroso esito ha avuto una simile operazione in Sicilia, che ha determinato l'emanazione del D.D.G. 5085/08 di cui abbiamo abbondantemente discusso anche qui sul forum. In altre parole secondo me bisogna si confrontarsi con le istituzioni, ma tenere sempre ben presente che ci sono disparità fortissime nella capacità decisionale e negli interessi 'sindacali' (il funzionario di Soprintendenza o il prof universitario ha il suo sindacato di categoria per i suoi problemi, diversissimi e nemmeno avvicinabili a quelli degli esterni)
Secondo me vanno cercati più stretti legami con i sindacati, che possano far capire a chi finora ha sempre deciso per noi (leggi Università e soprattutto Soprintendenze) che certi diritti devono essere obbligatoriamente garantiti a tutti i lavoratori (archeologi o non). E anche controlli più frequenti sui cantieri archeologici, compresi quelli didattici, da parte dell'ispettorato del lavoro sarebbero auspicabili.
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)

Ultima Modifica di dizzi : 06-June-2008 15:01.
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