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Moneta
Non riesco, però, ad escludere la funzione dell'università dato che ogni archeologo che si rispetti deve aver fatto un percorso formativo al suo interno. Che l'attuale università non sempre sia in grado di formare correttamente è un fatto indiscutibile. Forse siamo noi a dover chiedere all'università di offrire qualcosa di più o di diverso, possibilmente con proposte precise. Ma non possiamo fare a meno dell'università ...
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Certo, il ruolo formativo dell'Università è e deve rimanere centrale. Io sono molto contenta del bagaglio culturale che l'Università mi ha dato e senza il quale non avrei potuto lavorare in campo archeologico. Però i proff universitari sono competenti nel loro campo, cioè quello scientifico e didattico; del mondo del lavoro non sanno quasi nulla (tipi di contratto, contributi, sicurezza etc); uno dei lavori più sottopagati della mia vita l'ho fatto con l'università: 800 euro netti per 6 settimane di lavoro. E molti colleghi continuano a lavorare anche gratis.
Quindi per me va bene essere formati scientificamente dai prof universitari, ma non va bene che siano i prof universitari (dipendenti statali) a decidere quanto e come gli esterni debbano essere pagati (o non pagati). Secondo me il mondo universitario deve smettere di fare ricerca a costo zero (per quanto riguarda la 'manovalanza') se no i tanto sospirati fondi per la ricerca non aumenteranno mai.
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Moneta
... Da un'altra parte mi chiedo: non è opportuno, comunque, avere una previsione della figura dell'archeologo all'interno del quadro normativo giuslavoristico attuale e, soprattutto, dei beni culturali? ...
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Secondo me si, però dopo che gli archeologi non strutturati abbiano compilato un documento serio e condiviso che deve essere accettato integralmente (senza deroghe e aggiustamenti) dalle istituzioni e tradotto in legge. Dal punto di vista lavorativo non sempre l'archeologo deve essere considerato una categoria a parte, anzi andrebbero valorizzati gli elementi che lo accomunano ad altri operatori per cui esistono già contratti nazionali di riferimento (es. edilizia, funzione pubblica, ricerca scientifica, lavoratori atipici etc.)