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Vecchio 11-June-2008
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Pablita Pablita Non in Linea
AI gens
 
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Se vogliamo analizzare la musica (e lo stesso valga per la danza) in ambiti diversi da quello nostro (quello della cosiddetta musica colta), dobbiamo necessariamente considerare il contesto nella quale essa si inserisce. E qua mi riferisco ad una musica funzionale a riti religiosi, ad esempio; ma anche a musica funzionale ad un ambiente profano come quello legato al lavoro. Ed è per questo che la musica, in etnomusicologia, è classificata in base ai ritmi che scandiscono l'esistenza dell'uomo e nell'arco di una sola giornata, e nell'arco di un anno intero ed infine nell'arco di una intera vita. Parliamo allora, ad es., di canti infantili, cioè di quelle melodie che accompagnano la vita dei bambini e quindi di ninne-nanne, canti per giochi come flastrocche, il più delle volte aventi un fine pedagogico; facciamo riferimento a canti di matrimonio; ma anche per la morte come le lamentazioni funebri (queste ultime sono molto interessanti perchè ci riportano all''antica grecia... da approfondire!). E che dire inoltre dei canti che scandiscono il ciclo dell'anno? vedi ad esempio quelli propiziatori per il buon anno. Avrei ancora molto da scrivere, ma l'ora è tarda. Bisogna in sintesi considerare che la vita, nelle colture diverse dalla nostra, non è che uno scandirsi di riti (includo anche quelli terapeutici... da approfondire es.tarantismo o argismo), e questi ultimi sono spesso accompagnati da musica e/o danza.
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Gli uomini distruggono più della terra
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