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Vecchio 12-June-2008
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leda leda Non in Linea
AI senatus
 
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Lama_su hai espresso esattamente quello che volevo dire. Tuttavia se ci fosse fin dall'inizio una maggiore apertura degli scienziati (di tutti i campi) secondo me il progresso procederebbe meglio. Ho notato poi che sono soprattutto gli italiani (però forse è una mia impressione) ad essere particolarmente chiusi, all'estero vedo maggior apertura (oddio, a volte si cade nell'eccesso opposto, ma penso siano casi sporadici). Forse dipenderà anche dal fatto che molti in Italia sono gli appassionati di varie branche della scienza (specie l'archeologia devo dire) che pensano di poter sostituirsi agli addetti ai lavori e magari saperne più di loro, però un professionista serio dovrebbe saper riconoscere la teoria "sparata" dal primo megalomane di turno da osservazioni pertinenti e scientificamente fondate. Tra l'altro, se è vero che non basta la laurea a fare lo scienziato, a volte chi non ha la laurea spesso riesce a fare scoperte importanti: cito ad esempio il caso del padre di Lorenzo Odone (quello dell'olio, non so se lo conoscete) che è stato insignito della laurea honoris causa in medicina per i suoi studi sulla mielina, tra l'altro confermati da uno studio decennale con articoli apparsi anche su riviste scientifiche ufficiali.

Adrenoleucodistrofia, olio di Lorenzo, Miellyn, acido oleico, acido erucico

Per me il vero scienziato è quello che è sempre pronto a rimettere in gioco le sue conoscenze e le teorie anche più accreditate, ma che, essendo esperto della sua materia, sa anche riconoscere le "bufale".
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