Come ha osservato dizzi, Erodoto, in effetti, parla dei rapporti di scambio che i Cartaginesi intrattenevano con gli indigeni di una località della "Libia", oltre le Colonne d'Ercole. Secondo il racconto dello storico, però, erano i Cartaginesi a segnalare la loro presenza, dalle navi, mediante il fumo.
Non ricordo di racconti simili a proposito della Sicilia e anch'io non credo che la pratica di accendere fuochi sulla spiaggia sia legata al commercio fenicio.
Dalle mie parti (costa settentrionale della Sicilia) è usanza fare dei falò in riva al mare nella notte di ferragosto, non so se claudio48 si riferisse a questo.
Quote:
polimnia
Io non direi che le popolazioni autoctone siciliane avessero grossi problemi ad entrare in contatto con i fenici, considerato che la loro presenza nella Sicilia occidentale (Mozia, Palermo, Solunto, Lilibeo) era un fatto piuttosto assodato.
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E' vero, tra l'altro le popolazioni della Sicilia già da parecchi secoli avevano contatti con "navigatori" provenienti dall'Egeo, da Cipro e dal Levante.