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Vecchio 21-June-2008
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Aquamarina Aquamarina ora è in linea
AI gens
 
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L'archeologo deve essere anche quello che studia, che pubblica, che valorizza......
perfettamente d'accordo....

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Per me professionista è chiunque compia un lavoro che richiede competenze specifiche. E l'archeologo ha un notevole bisogno di competenze specifiche.
Anzi, se vogliamo davvero far progredire la nostra conoscenza del passato dovremo darci una mossa e acquisire ulteriori competenze in modo da non trascurare la registrazione di alcun dato potenzialmente utile!
In linea teorica concordo, ma sono contro l'eccesso di specialismo, che a lungo andare produce ignoranza e incapaciutà d'azione. Quando vado a cominciare uno scavo in effetti non è sempre detto che io sappia a priori cosa troverò o che io debba avere delle domande specifiche preconcette. Invece io credo che si debba avere sufficienti conoscenze ed elasticità mentale, nonchè educazione a gestire situazioni impreviste, da riuscire a scavare bene anche al di fuori del proprio ambito di specializzazione, e questo perchè non è sempre possibile ,per svariati motivi, avere degli specialisti sullo scavo( in fattispecie anche in caso di sorveglianze appunto).Per fare un esempio banale avere un archeoantropologo nel caso si rinvengano tombe non è nè comune nè facile.... e dunque un archeologo un minimo preparato dovrà nel caso almeno sapere cosa registrare e come farlo , come smontare gli scheletri e simili, in modo che l'archeoantropologo in fase dei studio non abbia immense difficoltà..... e questo dovrebbe essere la base secondo me in questo esempio come in altri.

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Da romanista avrei seri problemi a scavare un sito medievale perchè non so quali possono essere le domande a cui vorrei trovare risposte. Tradotto: rischierei di dare peso a cose non interessanti trascurando in modo irreparabile altri indicatori molto più interessanti. E non venitemi a dire che poi nel post-scavo queste cose si recuperano perchè chi ha un po' di esperienza nel settore sa bene come tutto ciò che non viene correttamente registrato al momento dello scavo è perso.
Invece io da preistoricista cerco di registrare tutto , e nel modo più oggettivo possibile, visto che non ho domande aprioristiche e che quello che oggi non mi sembra importante potrà esserlo domani con il progredire delle tecnologie o l'avanzare delle teorie (ad esempio oggi in ambito paleolitico conserviamo anche i minuscoli residui di lavorazione prodotti ritoccando gli strumenti di selce, poichè sono utile per effettuare studi quantitativi e statistici ,anche in relazione all'insieme litico presente, che prima non venivano fatti, anche perchè quegli scarti non venivano conservati). Inoltre trovandomi proprio ora a scavare un periodo per il quale non ho competenze specifiche ,ma solo generali, cerco di confrontarmi con gli specialisti che conosco e di immedesimarmi il più possibile in chi dovrà poi condurre lo studio, in modo che gli venga facilitato e che soprattutto sia ben chiaro il modo di procedere adottato in fase di scavo....
In generale ritengo che sia meglio uno scrupoloso eccesso di documentazione che un difetto.....
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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