Ho tradotto in gran fretta queste parti dei lemmi di Wikipedia, ci sarebbe ancora qualcosa che vedrò di tradurre nei prossimi giorni. Come indicazione bibliografica ho trovato questo:
Carsten Peter Thiede, Urs Stingelin: Die Wurzeln des Antisemitismus. Judenfeindschaft in der Antike, im fruhen Christentum und im Koran, Brunnen, Gießen 2002, ISBN 3-7655-1264-8. (Le radici dell'antisemitismo, l'ostilità contro gli ebreinell'anitichità, nel cristianesimo primitivo e nel corano), a quanto mi risulta non tradotto in altre lingue.
Da Wikipedia (ed. tedesca, voce Antisemitismus)
Ostilità contro gli Ebrei nell'antichità
Le grandi potenze dell'antichità, - Egiziani, Assiri, babilonesi, Persiani, Greci, Romani – cercavano spesso di imporre ai popoli sottomessi le loro divinità e la loro cultura. Il politeismo diffuso permetteva loro spes-so un sincretismo. Nuove divinità venivano ammesse nel proprio Pantheon o si conti-nuava a venerare le vecchie divinità sotto il nome delle nuove. La politica religiosa dell'antichità era generalmente legata alla divinizzazione dei re e ad un culto di stato con lo scopo di unificare i popoli sottomes-si.
Il giudaismo si vedeva sin dai suoi inizi minacciato da popoli stranieri e dai loro dei, in quanto esso ammette solo un dio come creatore di tutto il mondo 8monoteismo). Gli ebrei rifiutarono più volte politeismo, sincretismo e divinizza-zione dei re del mondo antico circostante e dettero l'impressione di non tenere in con-siderazione i valori secondo i quali le cul-ture limitrofe si orientavano. Questo portò ad una serie di conflitti politico-religiosi in e attorno ad Israele. Così già attorno al 170 a. C. Antioco IV della dinastia dei Seleuci-di tentò di affermare il culto di Zeus in Israele. Quando questo provocò la resi-stenza sotto i Maccabei, tentò di cancellare la religione e con ciò l'identità del popolo di Israele.
Roma, la nuova potenza mondiale tollerò dapprima la celebrazione religiosa auto-noma del Giudaismo assieme al suo culto del Tempio. Ma in epoca imperiale si ma-nifestarono nuovamente tensioni che porta-rono alla Guerra Giudaica. Questa terminò nel 70 d. C. con la distruzione del secondo tempio di Gerusalemme. In tal modo il giudaismo perse il suo centro religioso e statale, nel 135 anche la sua autonomia in Palestina. Nei tempi successivi si rafforza-rono gli stereotipi antigiudaici particolar-mente tra i Romani colti. Gli ebrei erano ritenuti da loro “nemici del genere umanoâ€
Da Wikipedia (ed. tedesca, voce Antike Judenfeindlichkeit)
Antigiudaismo egiziano e romano.
Nel corso dell'esacerbarsi dei conflitti con gli Ebrei si rinforzò vicendevolmente da entrambe le parti il rifiuto culturale e reli-gioso.
Ad Alessandia scoppiò un astio anti ebrai-co a partire adl momento in cui si cominciò a conoscere la Bibbia. La popolazione pa-gana conliderava il libro dell'Esodo del Pentateuco come un'opera di propaganda antiegiziana. Autori ellenistici come Man-theo, Lysimachus, Chaeremon crearono una tradizione Anti-Esodo che si rivolse contro la coscienza di essere il popolo elet-to di Israele e la descrizione biblica della sua discendenza. Gli ebrei sarebbero stati egiziani di nascita che erano stati scacciati con violenza a causa della lebbra e di altre malattie e che avevano fondato una loro nazione appena sotto Mosè. Anche i loro usi, ad esempio il Sabbat, vennero spiegati in maniera polemicamente distorta. Gli Ebrei erano così deboli e malati che dopo sei giorni di marcia dovevano riposare un giorno.
Nel 38 d. C. ebbe luogo con la tolleranza dell'imperatore, un grande pogrom contro gli Ebrei ad Alessandria. Le loro sinagoghe vennero distrutte, molti furono crudelmen-te torturati e massacrati, il resto fu scaccia-to. Gli Ebrei della dispora nell'impero ro-mano reagirono a questa situazione disprezzo e minaccia aumentando l'isolamento. Rifiutarono la comunanza di tavolo, matrimonio e culto con persone di altra fede. Questi a loro volta lo considera-rono come la prova che gli Ebrei erano a seconda di casi, arroganti ed elitari o pri-mitivi e retrogradi.
La polemica antigiudaica egiziana vu ri-presa pari pari dagli autori romani: Cicero-ne, Seneca, Quintiliano, Giovenale d altri ne ripreersro e rielaborarono i motivi. Le usanze ebraiche come la circoncisione era-no pressoché sconosciute e erano conside-rate come “barbaricheâ€. Ad esempio Tacito afferma che gli ebrei erano “odiati dagli dei†ed opposti ad ogni alta religione. An-che l'accusa di odium generis – Odio di tutti gli uomini divenne uno stereotipo.
Questo distingueva la polemica antigiudai-ca dal consueto disprezzo romano nei con-fronti dei “Barbariâ€. Per questo motivo di deve parlare di un antigiudaismo antico nella classe colta romana del primo secolo. Questo atteggiamento si esacerbò dopo la sconfitta degli Ebrei in Israele. Era già presente quando sorse il Cristianesimo e venne assunto da esso per distinguersi dai Romani e dagli brei.
Reazioni Ebraiche
Nel primo secolo si possono distinguere grosso modo tre modelli di reazione:
- Adeguamento e apologetica
Storici e filosofi colti come Flavio Giusep-pe e Filone di Alessandria difendono l'ebraismo contro altri scrittori ellenistici e romani. Giuseppe spiega il loro rifiuto co-me derivante dall'â€odio e invidia†degli Egiziani, da due sistemi di fede cultural-mente opposti e ritorce alcune accuse con-tro i loro promotori.
- Resistenza politico-religiosa
Gli zelati esercitarono una stretta separa-zione dai pagani, odio verso i collaboratori ebrei e una difesa di se stessi con attentati e l'essere disposti al martirio (ad esempio il suicidio collettivo di Massada). A tutto questo corrispondevano fantasie di vendet-ta e potenza nell' apocalittica ebraica ( ad esempio Dan 7, 26f)
- Consolidamento, conservazione e svi-luppo della propria tradizione
In tal modo nel primo secolo si formarono sulla base della Halacha (interpretazione orale della Tora) e dalla Mischna (raccolta delle interpretazioni della Tora da parte die rabbini) gli scritti tuttora fondamentali del giudaismo del talmud babilobico e di Ge-rusalemme.
L'accentuazione cristiana dei pregiudizi antichi
Mentre la poemica egiziana contro la tradi-zione dell'esodo si poteva facilmente con-futare come distorsione della Bibbia, la teologia cristiana primitiva sottraeva agli apologeti ebraici questa stessa base. Essa fermava di possedere con l'apparire del Messia Gesù di Nazareth un adempimento delle promesse dell'antico testamento che aveva superato e posto fine alle attese di salvezza di Israele. Di conseguenza l'essere eletti a popolo di Dio si era tra-smesso a coloro che credevano in Gesù Cristo.
Quando gli Ebrei persero il centro della loro fede a Gerusalemme, da questa sepa-razione all'interno degli Ebrei si sviluppò presto una teologia antigiudaica che nei confronti dei Romani si ricollegò alla po-lemica ellenistico-romana contro gli Ebrei. Questo quadro distorto trovò un nuovo fondamento: ad Israele venne negato ogni accesso proprio alla salvezza. Gli Alessan-drini avevano scacciato glli ebrei perché la “pestilenza†della loro coscienza di essere il popolo eletto non era conciliabile con le loro rappresentazioni ellenistiche-cosmopolite.La teologia cristiana imboccò invece la strada della completa espropria-zione teologia di Israele. Con ciò si era posto il fondamento per l'ostilità perma-nente contro gli Ebrei nell'Europa cristia-na.
Ciò non condusse immediatamente nell'antichità all'isolamento degli Ebrei, ma ad un cambiamento della situazione dell Ebraismo nella diaspora. D'ora in poi gli ebrei si videro contrapposti nell'impero romano non solo ad uno stato ostile, ma anche a una religione che faceva concor-renza, che revocava le medesime tradizioni religiose, rivolgendole contro il Giudai-smo.
Tuttavia i diversi imperatori cristiani cerca-rono in parte di conservare la tradizione del diritto romano ed emanarono anche norme di protezione deli Ebrei. Questo si rese necessario in quanto el comunità ebraiche dopo la svolta costantiniana da minoranze prima in parte giuridicamente privilegiate vennero vieppiù emarginate, disprezzate ed isolate.
Chiedo scusa per la lingua piuttosto cattiva e per tutti gli errori.
Claudio
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dott. Claudio Giorgini
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