Discussione: antisemitismo
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Vecchio 28-March-2006
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Ecco il resto, sempre da Wikipedia (ed tedesca, voce Antike Judenfeindlichkeit)

Dai primi pogrom alla distruzione del Tempio
Secondo il Libro di Esther (scritto verso il 150 a. C.) già Haman, un condottiero dei Persiani cercò di indurre il suo re Ahasveros attorno al 472 a. C. a annientare tutti gli Ebrei nei suoi domini (Est. 3, 8f) Vi è un popolo sparso e che vive segregato tra tutti gli altri popoli in tutti i paesi del tuo regno, le la loro legge è diversa da quella degli altri popoli, ed essi non agiscono secondo le leggi del re. Non è conveniente per il re lasciare che si comportino così. Se gli piace, faccia disporre che li si uccida. Allora farò pesare 1000 quintali di argento… e li farò portare nella camera del tesoro del re.
Qui si tratta di un arricchimento a spese del possesso degli Ebrei che viene giustificato con il loro atteggiamento di estranietà e di rifiuto delle leggi dello stato. Una conferma al di fuori della Bibbia di questo piano manca, ma storiografia ebraica dei tempi in cui fu scritta la relazione è altrimenti decisamente affidabile.
Nel 410 a. C. il tempo di JHWH ad Elefantina in Egitto venne distrutto. Dall'epoca dei persiani una colonia militare di Ebrei vi si era stabilita. Essi erano visti dagli Egiziani come rappresentanti dei Persiani. Dopo che questi si erano ritirati non era stato evidentemente possibile ottenere una sottomissione religiosa degli ERbrei rimasti.
Nell'epoca greco-macedone si formarono numerose comunità chiuse della dispora nelle quali gli Ebrei potevano praticare la loro fede in maniera relativamente indisturbata. Come minoranza etnica dipendevano dal buon volere delle autorità. I loro diritti di autonomia erano visti con invidia dalla popolazione indigena che viveva egualmente sotto un dominio straniero.
Dopo la morte di Alessandro nel 323 a. C. il suo impero si frantumò e ci furono le guerre di successione. I seleucidi cercarono di assicurare il loro potere con una forte ellenizzazione. Facendo ciò si scontarono in Israele con un'aspra resistenza. Ai Maccabei riuscì (175-164 a. C.) di scacciare Antioco IV da Israele. Questi valeva negli scritti dell'epoca come nemico principale e “Bestemmiatore†dato che voleva distruggere la religione di Israele (Dan 7,25)
Nell'88 a. C. ci fu per motivi sconosciuti un bagno di sangue di Ebrei ad opera di Tolomeo Lathyros presso Asaphon.
Nel 64 a. C. Pompeo conquistò la Plestina per i romani. All'inizio essi protessero i privilegi degli Ebrei nel loro dominio. Tuttavia con la sua estensione dovettero centralizazrein maniera più decisa il loro potere. Gli imperatori romani trovavano sostegno a tale scopo spesso solo se si comperavano la benevolenza di alcuni popoli e esaudivano i loro desideri. Questa “Tolleranza†si accompagnava all'imposizione del culto dell'imperatore, che gli Ebrei non potevano riconoscere senza rifiutare la proria identità religiosa.
Nell'anno 6 d. C. Augusto annullò i privilegi degli Ebrei e permise a cerchie “nazionalistiche†diu perseguitarli e di depredarli dei loro beni. L'imperatore Tiberino dispose nel 19 la cacciata degli Ebrei da Roma e in seguito la nomina di Ponzio Pilato a governatore della GHiudea. Egli provocò gli Ebrei di Israele già al suo insediamento con stendardi imperiali nel recinto del tempio di Gerusalemme. Il suo intervento brutale contro ogni movimento anti romano venne coperto da Sejano, consigliere ostile agli Ebrei dell'imperatore
Nel 41 Caligola volle far erigere una sua statua colossale nel Tempio. Questo avrebbe portato ad una guerra, ma egli fu assassinato prima. Il suo successore Claudio cercò invano di mitigare le tensioni che andavano aumentando. Seguirono tre rivolte degli Ebrei controp i Romani, la rivolta giudaica 66-73, la rivolta di Alessandria 115-115 e la rivolta di Simon Bar Kochba 132-135.
Già la prima guerra terminò con la distruzione del tempio e della cittadella, dopo la terza gli Ebrei persero anche il diritto di reinsediarsi a Gerusalemme e la relativa autonomia statale. La Palestina fu soggetta alla diretta ammisnirtazione romana, i suoi abitanti furono in gran parte uccisi, scacciati o fatti morir di fame. Il resto degli ebrei fu disperso in tutto l'impero romano.
I Romani volevano annientare i ribelli e impedire future rivolte, non miravano però a eliminare gli Ebrei. Il loro scopo era quello di assicurare il potere e di reprimere la tradizione della fede giudaica, dalla quale erano sorte le ribellioni.


Claudio
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dott. Claudio Giorgini
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