Discussione: Diciamo No!!!!
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Vecchio 01-July-2008
dizzi dizzi Non in Linea
AI senatus
 
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E' appunto per questo che si chiede l'albo, oppure un riconoscimento della figura dell'archeologo (o meglio un riconoscimento della sua esistenza)...
Ragioniamoci un po' su: siamo sicuri che un albo metterebbe fine allo sfruttamento? Io vedo che altre in categorie con albo o ordine, ad esempio i medici, lo sfruttamento c'è eccome: il medico appena laureato entra nell'ordine facendo il tirocinio e l'esame di stato. Poi per 5 anni di specializzazione viene abbondantemente sfruttato e sottopagato all'interno dei reparti, con grandi difficoltà anche a poter minimamente pensare ad opporsi, cioè non può dire NO: l'ordine (diretto non da specializzandi ma da strutturati in ospedali e università) non lo sostiene per niente, anzi! E nonostante la paga bassissima deve anche versare le quote all'ordine. Le specializzande non hanno il diritto alla maternità come le altre lavoratrici. Eppure sono iscritte ad un ordine...
Molti ingegneri che insegnano nelle università sono soci di studi a cui vengono commissionati grossi progetti dalle pubbliche amministrazioni: per gli argomenti base assegnano le tesi di laurea che poi possono usare per il progetto (per loro pagato).
Pensiamo anche al problema dei giornalisti e pubblicisti per cui anche i giornalisti affermati partecipano agli scioperi.
La differenza con l'archeologo è forse che dopo tutti questi anni di gavetta questi professionisti hanno la concreta possibilità di mettersi in proprio, fare carriera e passare "dall'altra parte della barricata".

Nel caso degli archeologi chi dirigerebbe l'albo/ordine? Secondo me: non liberi professionisti/ titolari/soci/dipendenti di ditta archeologica ma professori universitari e dirigenti di soprintendenza o MiBAC che hanno un inquadramento contrattuale come dipendenti pubblici e che spesso non hanno provato sulla loro pelle il precariato per anni: per loro fortuna i concorsi un tempo c'erano ed entro i 40-45 anni sono entrati nel settore pubblico. Quindi tra le priorità sarà difficile che figuri che so, di imporre a ditte edili private che l'archeologo-non-dipendente-pubblico (che ha pochissime prospettive di diventarlo) sia remunerato o inquadrato secondo certe mansioni già previste dal contratto dell'edilizia o che un'archeologa mamma possa andare in maternità mantenendo la paga o che l'Università non faccia lavorare gratis gente abbondantemente laureata. Secondo me ci sarebbero grossi rischi di 'conflitti di interesse' oppure, all'opposto, di 'mancanza di interesse'. In ogni caso, maggiori difficoltà a poter dire NO.

Questo è il mio parere, ma sono come sempre pronta anche a cambiare idea se qualcuno mi fa notare elementi che finora non ho mai conosciuto o considerato bene. Voi che ne dite?
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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