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Stefano
Sono d'accordo con Dizzi, l'albo non è la nostra panacea, nella situazione attuale anzi diventerebbe solo un mezzo legale per lo sfruttamento dei giovani. Il pubblicista per diventare tale ha bisogno di almeno 2 anni di lavoro e 72 articoli pubblicati. Sapete quanta gente lavora per giornali e giornaletti gratuitamente solo per raggiungere l'ambita meta?
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Purtroppo è ancora peggio Stefano.
Il lavoro DEVE essere retribuito, secondo un tabellario ben preciso, altrimenti non sono validi per la richiesta di iscrizione come pubblicista.
Ovviamente gli editori non ci pensano minimamente ad assumerti o a pagarti il giusto e piuttosto preferiscono affidare lavori a free-lance.
Il grave nel mondo dell'informazione è che se non sei giornalista spesso non puoi informare come vorresti, la libertà di informazione e di espressione non è garantita, con il pretesto che teoricamente il giornalista professionista dovrebbe conoscere le normative, garantire il rispetto della legge e tutelare soggetti esterni da un uso distorto delle informazioni, ma basta aprire un quotidiano o ascoltare un telegiornale per capire che è semplicemente un pretesto.