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Mdd
Il problema di cominciare a punire quei ragazzi che accettano di lavorare a cinque o sei euro per le Università o per le imprese più straccione, cancellandoli definitivamente dai nostri potenziali collaboratori lo stiamo ponendo noi, non chi si riempie la bocca di infondati riconoscimenti professionali.
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Prima di punire i ragazzi io penserei a punire le imprese comunque.
Quanti neolaureati o giovani archeologi ci sono? Vuoi che su 1000-10000 possibili collaboratori non ci sia qualcuno che accetti certe condizioni? e che fai allora ne punisci 1000 di giovani archeologi mettendoli in una sorta di libro nero e non punisci l'impresa?
Ci saranno anche dei giovani sprovveduti che non si rendono conto esattamente della situazione e che accettano, magari dietro la lusinga di un'assunzione o di un trattamento adeguato di lavorare per pochi euro.
E chi ci guadagna? il lavoratore che prende 600-700 euro o l'impresa?
Credo che tu capisca bene che questo modo di fare non è solo del settore dell'archeologia, ma di tantissimi ambiti, e non credo che i lavoratori (un giovane laureato, magari con master in economia aziendale) accettino di lavorare con un rimborso spese per ambizione o per fini malefici.
Il settore della grafica pubblicitaria ad esempio è uno di questi, ultimamente si assume quasi esclusivamente tramite contratto a progetto e spesso si è pagati molto molto poco, che cosa dovrebbero fare i ragazzi? non lavorare? ma guarda che fanno quasi tutti così.
Quindi per me bisogna intervenire sulle imprese innanzitutto, o meglio sul sistema lavoro (dando un giro di vite alle collaborazioni o rivedendo la legislazione sui contratti di lavoro) e non sui lavoratori che non hanno mai il coltello dalla parte del manico.
Comunque la crisi economica che oggi intravediamo solo, renderà inutili tanti discorsi; se non si reintroduranno principi di etica nel mondo del lavoro e dell'amministrazione della cosa pubblica, non ci saranno vie d'uscita.