Se ci sono delle difficoltà economiche non si taglia l'ICI in modo indiscriminato come scelta meramente demagogica, spogliando gli enti locali delle loro maggiori entrate e poi raschiare il barile per trovare i fondi per coprire questa scelta. Con argomentazioni del tipo: "non ci sono i soldi", attenzione, perché puoi giustificare qualsiasi intervento, questa è la logica dell'emergenza che apre la strada alle "scelte impopolari" (altro topos della mala politica italiana)
La scelta politica è nel voler tagliare in un settore anziché in un altro.
E' nell'abolizione dell'ICI e nel finanziamento di opere quali il ponte sullo Stretto da una parte e i tagli strutturali in vari ministeri, già colpiti pesantemente in passato.
Non replico a tutti i punti che hai sollevato, non perché non ci siano gli argomenti, ma perché ne uscirebbe un tira e molla inutile oltre che fuori argomento (piani industriali, energia, nucleare, pensioni, indebitamento etc...).
Non mi piace prendere il ruolo di difensore di Settis, anche perché non ne ha bisogno, ma ridurre il merito delle sue considerazioni ad una polemica contro l'attuale governo, non solo non lo condivido personalmente, e questo è opinabile, ma è in contraddizione con tutte le affermazioni, libri, pubblicazioni di Settis.
Settis non si muove a livello istituzionale? Basta fare una piccola ricerca per smentire questa affermazione, Settis da diversi anni contesta scelte dell'ex centro sinistra e ora dell'attuale governo come presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali.
Settis sarebbe in fin dei conti favorevole alle privatizzazioni?
Prima di insinuare bisognerebbe portare le dichiarazioni in tal senso.
Settis ha sempre affermato che l'unico ruolo che si può riservare ai privati in ambito dei BBCC è quello di mecenate, ovvero di dazione disinteressata senza alcuna voce in capitolo nella gestione, tutela e pianificazione dei BBCC, con in cambio sgravi fiscali.
Ovviamente si parla della gestione-tutela e non di tutti gli ammenicoli di contorno sui quali credo nessuno sia contrario (e che già in parte esistono) ad una parziale concessione a privati.
Quello che continua a ripetere Settis è che tagliando ulteriormente i fondi, che già sono al di sotto di quelli previsti da moltissimi paesi europei in rapporto al PIL, si arriverà alla necessità di espropriare il Ministero di molte competenze e di snaturare la funzione centrale dello Stato.
E' chiaro che il punto ora è l'entità dei tagli e gli effetti che questi potrebbero avere e non mi pare che finora nessuno abbia contestato le cifre illustrate da Settis.
Gli altri argomenti sollevati da Mdd, comunque interessanti (autonomia MiBAC-Università) non sono in relazione con questa vicenda, e ribadisco che sarebbe interessante approfondirli in un'altra discussione.
Se poi ogni persona che esprime un'opinione deve essere guardato in una prospettiva di lotta tra centro-destra e centro-sinistra, e in questo caso è evidente che non lo è, beh qui non c'è spazio per queste discussioni. I processi preventivi alle intenzioni per "appartenenza ideologica" sono alquanto stucchevoli.
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