@Leda
Avevo scritto una risposta ma la corrente saltata ha cancellato tutto...

Perdonami se mi limiterò soltanto a dire che: in Italia il settore turismo contribuisce all'11,4% del PIL, con previsto aumento a 12% entro il 2014, cioè un misero 0,6% in circa 10 anni (il contributo è fermo dal 2004). La capacità di attrarre flusso turistico è fortemente diminuita, per effetto di molteplici fattori legati alle infrastrutture, alla qualità dei servizi, ai prezzi delle strutture ricettive, al trasporto urbano, alla qualità delle città, etc. Negli anni '70 eravamo al primo posto, attualmente siamo al quinto, superati anche dalla Cina, con poco più di 40milioni di turisti, mentre la Francia in una generazione ci ha quasi doppiato avendo raggiunto quasi quota 80milioni. Per la Spagna, la quota PIL del turismo nel 2014 è prevista arrivare quasi alla soglia del 20%, in un Paese che non vedo cosa abbia di più da offrire dell'Italia, la Spagna come la Francia. In un momento nel quale si prevede un aumento dagli attuali 900milioni di turisti ai 1,5miliardi di turisti nel 2020, la capacità di attrarre flusso turistico è diventata propritaria, e l'immobilismo infrastrutturale e decisionale non l'aiuterà di certo.
Non voglio assolutamente dire che il turismo è la salvezza dei BB.CC., ma se le intenzioni corrisponderanno a progetti che porteranno all'aumento del 2% di PIL nello stesso arco di tempo, beh penso che di 30miliardi in più qualcosa si potrà ben spendere in questo settore. Chiudo qui, scusami...
Questione Settis: mai e poi mai mi è balenato per la testa l'idea che Settis stia a scaldare la poltrona. Credo che sappia fare il suo lavoro egregiamente, e che sarà in grado di consigliare al meglio su come reperire almeno parte dei fondi di previsto taglio. Ci tengo però a precisare che se la risposta ai tagli è aumentare le tasse (come fatto in passato), stante la situazione delle famiglie italiane già oberate da aumenti di bolletta e di carburante, è evidente che non ci siamo (attualmente sembra non ci sia spazio neanche per tagliarle, visto che al 2013 si prevede un'imposizione al 42,9%, cioè appena -0,4% rispetto ad oggi). Bisogna conciliare l'impegno di tornare con i conti in attivo con quello della corretta gestione delle risorse dello Stato, altrimenti a remengo non andranno solo i BB.CC., ma tutta l'Italia. E sia ben chiaro che io come voi opero in questo settore, quindi l'idea di tagli che lo mettono in sofferenza proprio quando dovrei entrarvi non mi piace ma neanche un'anticchia. Meno ancora però mi piace l'idea che a rimetterci sia l'Italia intera. Se le idee messe in campo attualmente porteranno i loro frutti, nel 2011 saremo a pareggio di bilancio, e dal 2012 si potrà tornare veramente a ben sperare... Se non saranno adeguate, beh... IL DPEF prevede una manovra di 35miliardi in tre anni, laddove un Paese come l'Italia ha una normale finanziaria in circa 15 miliardi l'anno. 10 miliardi di tagli sono tantissimi, ma 5 punti di debito o si chiudono con un inaspettato gettito fiscale "da paura" oppure con un forte contenimento della spesa. Attualmente non c'è spazio per "tesoretti" e "tesoromachie" di qualsivoglia livello, la speranza che nel prossimo futuro vi siano fondi non programmati (derivanti dall'azione contro l'evasione e l'elusione, dall'emersione del nero, etc.) che possano permettere una gestione più compiuta è ovviamente comune a tutti, ma chi fa i bilanci non può vivere di "speriamo", ma di concretezza, soprattutto in un periodo dove l'economia del Paese e quella globale è sul filo del rasoio.
Tralascio le valutazioni sulle problematiche sollevate da Mdd, ma proprio non ho voglia di riscriverle...
Questione Ponte (poi chiudo): le
fonti ministeriali dicono che «
Il costo aggiornato dell'intera opera è pari a 4.684,3 MEuro e la copertura finanziaria verrà assicurata per il 40% dalla Società Stretto di Messina e per il rimanente 60% con finanziamenti da reperire sui mercati internazionali senza oneri da parte dello Stato». Sinceramente dubito che società come la giapponese Ishikaw ajima-Harima Heavy Industries CO Ltd, oppure come le danesi e canadesi Cow i A/S, Sund & Baelt A/S e Buckland & Taylor Ltd, siano interessate a progetti riguardanti la Salerno-Reggio Calabria oppure ancora meno i BB.CC. italiani. Questo era il progetto iniziale. Il blocco imposto da altre idee a riguardo, ha fatto recentemente affermare al presidente dell'Anas e della societa' Stretto di Messina Pietro Ciucci, che servono «circa 2,2 miliardi di finanziamento pubblico rispetto ai 2,5 del precedente progetto», giacché i mercati internazionali ci hanno fatto una pernacchia (giustamente): ma non mi risulta che questi soldi siano stati messi in cantiere (almeno attualmente), anche perché bisogna rifare il progetto, presentare la documentazione alla Comunità Europea per i fondi, riprogrammare l'asse "Berlino-Palermo" nel tratto che pertiene all'Italia, etc. I soldi per il completamento della Salerno-Reggio Calabria sono già stati stanziati (quindi non vanno reperiti da nessuna parte, come qualcuno continua a dire) e l'ex sottosegretario alle Infrastrutture Tommaso Casillo affermò nel 2006 che l'autostrada sarebbe stata completata entro il 2011, dopo anni di blocchi per infiltrazioni mafiose, problemi di stabilità derivanti dall'utilizzo di materiali scadenti e decine di piccoli cantieri che facevano 100m l'uno secondo il progetto iniziale (1999), cosa che ovviamente non poteva che fare piacere alla 'ndrangheta. La recente apertura dell'importantissimo svincolo di Fratte è la prova che i lavori cominciano ad avviarsi all'ultimazione. Il completamento della Palermo-Messina nel 2004, quello previsto della SA-RC per il 2011, non rendono più inutile il Ponte come era qualche anno fa, considerato che la sua ultimazione oramai slitta intorno al 2015, dipendentemente per altro da quando e come verrano trovati/stanziati i necessari fondi, giacché diventa il cardine per chiudere il corridoio I. Ma questa è una questione tutta da vedere, visto che praticamente si riparte quasi da zero, giacché le idee al riguardo sono direi "divergenti", per usare un eufemismo, e il tutto va evidentemente calibrato con interventi infrastrutturali sul territorio.
Buona giornata a tutti
