Per quanto riguarda la forma triangolare:
Le rune venivano di norma incise con uno strumento a punta, consacrato proprio a tale scopo. Venivano tracciate con segni verticali e trattini inclinati, nel caso del legno erano perpendicolari alle venature, in quanto le linee curve erano difficili da incidere. Si evitavano anche i tratti orizzontali per fare in modo che non si confondessero con la tessitura del legno. Se si sbagliava ad incidere, era sufficiente piallare l’errore e scolpire nuovamente. Venivano poi dipinte con il sangue di un animale sacrificato.
Anche la scrittura gotica, dai caratteri runici.
Mi riferisco sia al gotico antico, quello di Wulfila per intenderci, sia quella usata soprattutto nel Terzo Reich (Fraktur) dai nazisti.
Essa è caratterizzate da tratti spezzati e angolosi che ricordano quelli dello stile architettonico gotico, contraddistinto dalla presenza di archi spezzati a sesto acuto, guglie sottili, grandi vetrate e strutture slanciate, in cui predomina l’altezza.
L'alfabeto gotico antico riprende alcuni caratteri runici. Nato dall’iniziativa del vescovo Wulfila (311-382) di tradurre la Bibbia in lingua gotica, non disponendo di un alfabeto adatto allo scopo, adattò l'alfabeto greco onciale del IV secolo arricchendolo di due lettere dell'alfabeto latino, sei di quello runico e due caratteri meramente numerici. L’alfabeto gotico consta di 25 caratteri che indicano tutti un numerale, esattamente come nell’alfabeto greco. Esso rimase in uso fino al VI secolo e poi scomparve, poiché non venne adottato da altre popolazioni germaniche.
Tra l'altro la forma “runa” si ritova nella Bibbia in lingua gotica, dove viene impiegata per tradurre la parola “mistero” in un passo (IV, 11) del Vangelo di Marco: “Mistero del regno di Dio” tradotto con “rūna thiydangardjos guths”, lat. “vobis datum est nosse mysterium regni Dei”, gr. “ὑμῖντὸμιστήριον δέδαταιτῆςβασιλείας τοῦθεοῦ”
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