Discussione: Lauree magistrali
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Vecchio 06-August-2008
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Seplasia Visualizza Messaggio
Quelli del vecchio ordinamento avevano molti meno esami di quelli del nuovo eppure sembra che tutti li ritengano più preparati.

Ergo un numero maggiore di esami non implica una migliore preparazione.

Comunque prima ci si laurea e prima ci si affaccia sul mondo del lavoro. E questo è senza dubbio un vantaggio: che senso ha uscire dall'università a 30 anni?
Infatti io non ho parlato di numero degli esami, ma di specificità degli esami: preistoria del mediterraneo e protostoria europea non sono infatti robetta che puoi permetterti di tralasciare, a mio giudizio.
Per quanto riguarda la tua domanda: è vero, prima si esce e prima si lavora, ma se si esce preparati male, non lavori lo stesso, perché ci sarà il laureato più preparato che ti scavalcherà (a parità di titolo). Inoltre se si ha una competenza ad ampio spettro (cioè non solo limitata ad un contesto italiano, ma che spazi anche all'europa, come minimo) si aumentano le possibilità di lavorare, anche all'estero. I due esami citati da magnolia81 secondo me sono importanti, è un po' come se io (laureata in archeologia classica, con prevalenza verso l'archeologia romana), non avessi inserito nel mio piano di studi archeologia delle province romane (che alla mia epoca era obbligatorio, ora non so), perchè tanto avevo già l'esame di archeologia e storia dell'arte greca e romana (quello generico). E ti posso dire che mi sono pentita di aver tolto la biennalizzazione di questo esame (un po' per accorciare i tempi perché ero molto in ritardo, un po' perché il corso monografico di un altro esame mi serviva per la tesi). Mi sento di dire a magnolia che se passa al nuovissimo ordinamento almeno cerchi di inserire tra gli esami a scelta qualcosa di affine, sempre se è possibile.
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