Bhè vedi la legge delle XII tavole vietava il matrimonio tra patrizi e plebei, mentre in seguito grazie alla legge di canuleio, un tribuno della plebe, si ebbe questa possibilità. Ciò che studio io in fondo è legato alla società romana, in realtà non so se già si potesse definire tale, divisa appunto tra famiglie che potevano avere matrimoni riconosciuti, con figli riconosciuti, e patres che in quanto tali avevano una familia, intesa alla latina cioè tutti i possedimenti mobili e immobili, compresi moglie e figli, e quindi una linea ereditaria, poi avremmo tutto uno strato sociale detto plebs che in realtà non ha nessuna di queste possibilità, quindi in tal senso è possibile che in unioni "non permesse" tra una patrizia e un plebeo il figlio che ne nescesse in realtà avrebbe seguito la linea materna, ciò si lega al termine con cui si indica lo zio materno in latino cioè l'avunculus, ovvero un piccolo avus, un piccolo nonno, a mio avviso quando non è presente un pater sono queste le figure di riferimento del bambino.... ok so che è un pò contorto, ma non potevo spiegare l'intera tesi qui, ne sono anche un pò gelosa!!!!
Comunque fin ora non ho incontrato dei zoonimi parentali, almeno credo, pensi che ve ne siano tracce nella romanità? |