Anche io andrei cauto sulle testimonianze raccolte dai conquistadores, molto spesso viziate da pregiudizi o semplici fantasie. D'altra parte le raffigurazioni precolombiane di questi "Dei bianchi" sono estremamente rare, troppo rare per consentire generalizzazioni o fugare ogni dubbio di manipolazione da parte dei cronisti.
E' da notare tuttavia che alcune di queste sembrino -anche se il beneficio del dubbio è d'obbligo - raffigurare individui etnicamente diversi dagli attuali gruppi amerindi.
Al Museo Nazionale di Antropologia della Città di Mexico si conserva una testa in scaglie di madreperla raffigurante Quetzalcoatl che esce dalle fauci del serpente; in cui il dio è inequivocabilmente raffigurato con baffi e una lunga e folta barba nera, mentre la madreperla bianca evidenzia il colore della pelle del viso. La testa in questione è di epoca tolteca, risalente cioè al XII secolo d.C. circa. (Antico Messico, Ed. White Star, pag. 54, una foto si trova anche sul sito del Museo Nacional de Antropologia, nella sezione tolteca)
La barba non è un carattere spiegabile sulla base dell'albinismo, il quale può invece spiegare molti degli avvistamenti di "uomini bianchi" da parte dei primi conquistadores.
D'altra parte la genetica non ha mai evidenziato apporti genetici dal vecchio mondo tra le popolazioni precolombiane delle Americhe.
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