Gentile sig. (Prof.?) Di Mario,
innanzitutto i miei apprezzamenti per le sue ricerche. Ammetto che sono totalmente a digiuno di materia etrusca e anatolica, e confesso di perdermi nelle mille radici fonetiche che con molta perizia (e, spero, correttezza), lei elenca. Tuttavia mi balzava all'occhio la seguente sua affermazione:
Quote:
|
[...] qui fondarono Ruma/ Numa (v. SMEA, F. V, 31/41), ed altre città, compresa quella che ricordava loro il dio VEL/ VIL 'Sole'....; dopo un certo tempo fu introdotto la O inesistente presso vari popoli, compreso gli Etruschi/ Tirseni/ Velsini, e così comparve la città di POL-io-ch-ni < *FEL-i-ch-ni, a Lemno, POL-i-ch-na < *FEL-i-ch-na, vicino al fiume AES-e-pus (Turchia) 'quello del cavallo' (eteo AS-u-wa 'cavallo', P. Meriggi, MEG); da noi la O formò VOLsinium, BOLogna, BOL-se-na....
|
La mia è solo una curiosità che riguarda la città di Bologna: il nome dovrebbe derivare dal latino "Bononia" che a prima vista non pare avere molto in comune con la radice VEL. Tuttavia ricordo pure che l'area bolognese è anche detta "felsinea" e in quel FEL si ritrova il VEL famoso (perdoni lìimprecisione con cui riporto le radici). Allora, mi chiedevo, come sono arrivati i Romani al nome "Bononia"? Forse lei può rispondere a questa mia curiosità.
La saluto