Quote:
|
Janez
Ma se la persona in questione che si trova alla biglietteria, come di solito avviene, si trova con la visuale completamente opposta al sito archeologico ed oltretutto è sprovvista di apparecchio acustico o il suo problema non è risolvibile da esso, mi dite come fa ad accorgersi di cosa accade alle suo spalle? Ed in generale, handicap o non handicap, una persona sola per un sito archeologico vasto è insufficiente a mio parere!
Ciao.
|
ci sarebbero anche le telecamere ... volendo... anche se dubito che sia il caso di Morgantina.
Dipende poi molto dalle dimensioni del sito. Non conosco Morgantina, ma se l'area è piuttosto estesa allora un sistema di sorveglianza sarebbe indispensabile (e non avrebbe nemmeno costi esagerati); ovviamente le persone dovrebbero essere almeno due.
Quanto alla guida suggerita da Marco non so... sarebbe senz'altro un'ottima idea, ma la vedrei come punto di arrivo, dopo che sia stato portato a termine un progetto di valorizzazione.
Se si dicesse... tralasciamo momentaneamente lo sviluppo turistico delle aree storico-archeologiche (etc...) per intervenire in settori più importanti (sanità, infrastrutture etc...), si potrebbe anche "accettare" un temporaneo abbandono (non però un abbandono irresponsabile che permetta ai tombaroli di servirsene a piacimento) del settore... ma non avviene nemmeno questo.
E' la storia dell'imbuto e del colino

... si mette un grosso colino sopra ad un imbuto, si versa l'acqua, e poi si va a controllare quanta alla fine ne rimane.
E' un problema comune a molte regioni, anche se nel Nord, bisogna ammettere che qualcosa di più si sta facendo (non solo per aree archeologiche... forse meno numerose che al centro e sud italia).
ciao
Ivan