Villanoviani
L'Italia è stata sempre una terra da scoprire; da ogni parte, fin dall'antichità, da ovest, da nord, da est sono scesi, sbarcati i più disparati gruppi; ognuno con qualcosa da lasciare; quindi è difficile attribuire un aspetto con certezza. A parte quanto ne ha scritto Pallottino, che credo conosca, se va al sito cronologia.it ci troverà un'infinità di notizie di ogni genere, tra queste le consiglio un articolo, alla voce Etruschi, che accenna al viaggio verso l'Italia di questo tipo di abitazioni.
Tornando appena al nome di Aratta, le consiglierei di leggere "I sumeri" di Helmut Uhlig, Garzanti; vi troverà notizie dell'epopea di "Enmerkar e il signore di Aratta", con le richieste di troppe ricchezze e sottomissione, nonché, per la prima volta, l'uso che il signone fa della creta per scrivere: "Prese allora una zolla d'argilla il signore di Uruk,/ e vi scrisse parole come sopra una tavola./ Mai era stata scritta parola sull'argilla./ Ma ora, poiché il dio del sole così l'aveva ispirato, così accadde. E Enmerkar scrisse la tavola."
Due riflessioni: ha scritto come su una tavola; chi scriveva su questa? Scrive al signore di Aratta, perché non si fidava più dei suoi messi, pensava che non sapessero esprimersi con chiarezza, visto che le trattative si ripetevano, andavano alla lunga; se scriveva per farsi capire meglio qualcuno su in Aratta doveva essere in grado di leggere; forse era uno di quei pochi, rarissimi, che sapeva scrivere sulle tavolette, sulle pelli e sulle scorze. (materiali deperibili..; ma le zolle di creta, no, anzi le guerre le cossero per bene, e furono le sole ad informarci ...)...
Cordiali saluti.
Angelo Di Mario
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