Se il moderatore e i partecipanti alla discussione sui "sag-gi-ga" non hanno nulla in contrario, vorrei continuare in questa sede separata la discussione sull'origine e diffusione mono o policentrica di Homo sapiens.
L'origine di Homo sapiens e la sua diffusione e differenzazione sulla faccia della Terra, è per me un problema diverso dalla differenzazione delle culture neolitiche o post-neolitiche.
Limitando il discorso all'aspetto biologico, il dubbio che sorgeva in Milena e altri partecipanti alla discussione, mi sembra che sia legato all'unicità del ceppo ancestrale dell'intera umanità contemporanea. Ovvero se sia valida o meno la cosiddetta teoria dell'Eva africana, secondo cui tutta l'umanità si sarebbe differenziata da un unico ceppo di poche decine o centinaia di individui (od eventualmente flussi successivi o posteriori) provenienti dall'Africa, senza che ci sia stato contatto fertile e quindi influsso genetico con altre specie di Homo (neanderthal ed erectus).
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Aquamarina
Il problema Marco è che gli studi di genetica non sono inconfutabili per chi ha un minimo di conoscenza nel campo(non io), e che i confronti che possiamo fare con altre specie neanche ci possono dare dati sicuri, ovvero se tra gli scimpanzè e i bonobo non vi è interfecondità non è detto che lo stesso si possa dir tra sapiens e neanderthal, tanto più che la natura in generale ci offre tra i mammiferi esempi come quelli dei cavalli e degli asini, specie diverse all'interno dello stesso genere che accoppiandosi tra loro danno individui sterili cioè i muli. L'uomo è inoltre il più versatile e adattabile tra i primati.
Se neandertaliani e sapiens(entrambi evolutisi per trasformazione morfologica graduale da forme di erectus) si fossero mai accoppiati forse non è dato vederlo dalla genetica, ma dalla morfologia dello scheletro si(esempi di fossili intermedi ) sulla quale ancora si basano le filiazioni anteriori dall'australopiteco ai vari erectus.
Insomma mi pare che se sapiens e neanderthal non sono della stessa specie, si potrebbe già arguire la stessa cosa per i vari erectus.
l'analisi genetica da sola non dimostra nulla, quanto piuttosto crea confusione, visto che i dati che mette a disposizione sono in continua evoluzione e vanno integrati con tutto il resto.
Andate ad esempio a vedere questo http://www.hominides.com/html/actual...rtal-cnrs.html
si parla dello sequenza genetica mitocondriale di un neanderthaliano di 100.000 anni fa , il campione più antico fin'ora analizzato dicendo che "la nouvelle séquence néandertalienne, elles permettent donc d'estimer l'impact que le contact avec les hommes modernes a eu sur le génome des Néandertaliens". Non capisco che impatto si possa avere sul genoma quando non vi è interfecondità.....
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Anche ammettendo che i dati genetici non sono affidabili, bisogna però ammettere che, in genere e non limitatamente alla paleontologia umana, questi vanno a confermare i dati paleontologici, quando questi sono trattati in modo cladistico. Neanderthal e sapiens sono due forme ben distinte anche solo dal punto di vista morfologico, se tanto da essere classificate come sottospecie o specie distinte è forse opinabile, ma i dati genetici danno una spinta in più verso la seconda soluzione.
Milena, tu stessa fai l'esempio dell'asino e del cavallo che non sono specie interfertili; infatti, il frutto della loro unione, il mulo, è sterile. Allo stesso modo, reperti paleantropologici con forme ibride tra sapiens e neanderthal, potrebbero essere solo esempi di eventi simili: figli non fertili dell'accoppiamento tra specie diverse.
La genetica, alla stato attuale potrà anche fornire dati non definitivi, se però questi indicano una sostanzialmente nulla influenza di geni diversi da quelli di diretta origine africana, io preferisco, prudentemente, ritenere l'ipotesi dell'eva africana più probabile di altre non supportate da prove in altro senso. Ricerche future definiranno meglio la questione.
I sapiens hanno soppiantato neanderthal ed erectus, questo è un fatto. Come ciò sia avvenuto è ambito di discussione anche tra gli esperti. Di certo H. sapiens sembra avere una capacità simbolico-sociale superiore e questa è forse la chiave della loro superiorità ecologica.
Sulla questione "australiana" tornerò in seguito...
ciao a tutti.