Purtroppo penso che la maggior parte di voi conosca la difficile situazione del mondo del lavoro in archeologia in Italia. Chiunque abbia lavorato almeno un volta con le cooperative archeologiche, ha notato che nonostante la professionalità ( io ho imparato molto grazie a queste più che negli scavi universitari) esistono molte ingiustizie: paga da miseria, forte precarietà ed enormi ritardi nel ricevere lo stipendio ( anche di un anno!). Non siamo infatti tutelati, non esiste un albo professionale e di conseguenza un sindacato che faccia valere i nostri diritti di lavoratori. Possibile che questa situazione non possa cambiare? Che tanti studenti, laureati, dottorati e specializzati debbano continuare a subire ingiustizie, come se nel mondo dell'archeologia i diritti dei lavoratori fossero rimasti fermi a 200 anni fà? E proprio in un paese come l'Italia, ricco di patrimonio storico inestimabile, protetto dall'UNESCO? E' da molto che penso a questa cosa e credo che sia proprio dal basso, da noi, che deve partire la spinta per ottenere qualcosa, visto che l'autorità di competenza sono troppo invischiate nei loro interessi per farlo. Si può provare a cambiare le cose. Un esempio di questo, anche se non pertinente all'archeologia, viene da Napoli. Un ragazzo di 22 anni stanco di dover pagare, come tutti, i costi di ricarica del cellulare ( pratica ingiusta e che avviene solo in Italia!) ha aperto una petizione su internet da presentare alla Commissione Europea entro l'8 ottobre 2006. Si dovrà raccogliere 500.000 firme perchè la Commissione ascolti le richieste dei consumatori, ad oggi se ne è già raccolte quasi 600.000! Si vedrà quello che accadrà ma almeno si stà facendo un tentativo. Queste informazioni le ho raccolte dal sito di Beppe Grillo (
www.beppegrillo.it) ed è per questo che ho pensato di scrivere una lettera a Beppe per parlargli di com'è tragica la situazione dell'archeologia in Italia e vorrei la vostra mano per farlo: descrivendomi le vostre esperienze in ogni regione d'Italia. Sembra assurdo affidare la propria voglia di cambiare ad un comico, ma forse lui ci ascolterà e diffonderà le nostre parole, la nostra rabbia a differenza dei tanti "politicanti", ricchi di belle parole ma attaccati solo alla propria poltrona. L'unione fa la forza, solo utopia? solo provando si può sapere Scusate la lunghezza del post.Grazie a tutti