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Vecchio 03-November-2006
astracedi astracedi Non in Linea
AI senatus
 
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Cara Milena,
ti rispondo proprio rifacendomi al tuo esempio sulle querce. Al contrario di quanto tu ipotizzi tutte le specie di querce ora esistenti derivano da un'unica specie ancestrale e non si sono sviluppate autonomamente, in varie parti el mondo, partendo da piante "simili alle querce. La quercia originaria, diffondendosi in ogni parte del globo si è andata adattandosi via via a nuove condizioni ambientali locali, diversificandosi così in nuove specie e sottospecie.
Questo è un principio fondamentale dell'evoluzionismo e della paleontologia, che ha trovato innumerevoli conferme anche di tipo sperimentale. Ciò significa che tutti gli esseri viventi derivano da un unico antenato procariota (o un piccolo gruppo di microorganismi, visto che per i procarioti arcaici sembra non impossibile lo scambio di materiale genico interspecifico).
In sostanza tutti i vertebrati terrestri (tetrapodi) derivano da un unico antenato (un pesce polmonato, probabilmente non diverso dai moderni dipooi, per il cui ruolo abbiamo alcuni fossili plasibili candidati). Tutti i mammiferi derivano dal qualche rettile terapside del Permiano. Tutti i primati vengono dal un primate primitivo cretacico, contemporaneo dei dinosauri... e così via per le scimmie, per i pongidi e poi gli ominoidei e ancora per gli ominini.
Un origine multiregionale "pura" di H. sapiens (o di qualunque altra specie) sarebbe l'unica eccezione conosciuta a questa regola fondamentale; se ne parla ancora (anche se ultimamente la questione sembra essere stata un po' ridimensionata), senza scadere nella fantascienza, perché in effetti non si ha ancora la certezza assoluta che le varie specie definite dalla paleontologia siano veramente tali, ovvero non interfertili.
Un origine policentrica della specie sapiens si potrebbe avere solo supponendo influssi genici da forme diverse (più arcaiche: H. nenderthalensis o H. erectus) in aree geografiche diverse.
Gli studi più recenti di genetica e paleogenetica, sembrano al momento confutare questa ipotesi, ma c'è sicuramente ancora da lavorare.

L'origine africana dei sapiens, ma anche di specie fino a qualche tempo fa classificate all'ingrosso come erectus (ergaster, rudolfensis, heidelbergensis, georgicus, erectus, ecc.) non viene sostanzialmente messa in discussione per tutta una serie di motivi, tra cui uno dei più convincenti è che nello stesso orizzonte temporale in Africa si vedono forme più evolute rispetto alle contemporanee forme "straniere". H. georgicus, ad esempio, da te citato, presenta alcuni caratteri più arcaici (ad esempio nella dentatura) rispetto alle forme contemporanee presenti in Africa. Oppure, considerando H. erectus orientale (pechinensis o giavanensis) si nota il perdurare degli stessi caratteri per oltre un milione d'anni, senza cambiamenti significativi, mentre in Africa, nello stesso arco di tempo ci furono speciazioni importanti.
Tutto questo può essere attualmente letto solo come migrazione, al di fuori dell'Africa, di forme arcaiche che poi possono aver subito una stasi (H. erectus) o un'evoluzione separata (forme arcaiche "europee">H. hedelbergensis>H. neanderthalensis).
Un'origine asiatica sembrerebbe poter avere, invece, tutto il gruppo delle scimmie superiori, diffusesi poi in Africa, dove sarebbe avvenuta la separazione del ramo degli ominoidei.

Per un più ampio discorso sull'ominazione e, soprattutto, sui meccanismi dell'evoluzione, consiglio di visitare il sito www.pikaia.eu

saluti

Marco
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Marco Astracedi
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