Colonne d'Ercole nel Canale di Sicilia?
Dan, le attuali conoscenze scientifiche dicono invece che il livello del mare era piu' basso di 120 metri circa 18000 anni fa. Poi, lentamente, per lo sciogliersi dei ghiacci, e' risalito fino a raggiungere il livello attuale gia' 5000 anni fa. Negli ultimi 5000 anni ci sono state ulteriori fluttuazioni, ma non piu' di 2 metri. Pertanto, la geografia del Mediterraneo, negli ultimi 5000 anni e' stata la stessa che conosciamo adesso, ad eccezione di alcuni fenomeni locali di bradisismo, come quelli di Nora. Il Canale di Sicilia, che e' molto studiato dai geologi, e' molto profondo, con profondita' che variano da 360 a oltre 700 metri, altro che come viene descritto nel libro. Nel tratto che si immette nel Tirreno, nel fondo esistono due profondi e stretti canyons paralleli, separati da un muraglione che si innalza fino a 100 metri sotto il livello del mare. Quindi e' vero che nell'antichita' il Mediterraneo orientale e quello occidentale erano separati da un angusto stretto, anzi un doppio stretto, ma questo era vero 18000 anni fa, non nelle epoche compatibili con le civilta' del bronzo. Pertanto, in queste epoche, il Canale di Sicilia era come e' adesso: largo 150 km nel suo punto piu' stretto, e profondo, cioe' in pratica mare aperto, altro che fondali bassi e melmosi, come invece insiste Frau. Ne "Le Colonne d'Ercole" e in Atlantika' ho diverse volte letto la definizione "strozzatura" per definire il Canale di Sicilia. Questa definizione puo' aver senso per noi, che siamo abituati alla geografia precisa del mondo visto dai satelliti, ma per una nave che ci passa attraverso e' mare aperto, non si vedrebbe una costa dall'altra.
Questo se vogliamo stare nell'ambito della scienza seria.
Le fonti antiche, come Platone, invece parlano di uno stretto. Platone insiste su questo punto tanto che perfino Gibilterra apparirebbe troppo largo.
Non mi sembra che il passo di Erodoto da te citato dimostri il contrario: si riferisce agli abitanti celti sulla costa atlantica della penisola iberica, e infatti per raggiungere quella costa dal Mediterraneo occorreva attraversare lo stretto di Gibilterra, costeggiando intorno alla penisola. Del resto Erodoto dice anche
(Storie, IV,196) che i Cartaginesi commerciavano con una popolazione della Libia situata aldila' delle Colonne d'Ercole, quindi le attraversavano abitualmente.La Libia per i Greci era il Nord Africa, quindi i Cartaginesi commerciavano con una popolazione che viveva sulle coste atlantiche dell'Africa (notizia piu' che credibile, dato che Cartagine aveva anche delle colonie su quelle coste). Se l'ipotesi di Frau fosse corretta, Cartagine si sarebbe dovuta trovare gia' aldila' delle Colonne d'Ercole, e i Cartaginesi non avrebbero avuto bisogno di attraversarle. Di certo Erodoto non vuol dire che andassero dalla parte opposta (verso oriente) perche' dice "exo Eracleon steleon" al di fuori delle Colonne d'Ercole, che per un greco vuol dire dall'altra parte rispetto alla Grecia.
Non sono quindi per niente convinto, anzi insisto:
come mai Cartagine, la Sardegna, l'Etruria non sono mai descritte dalle fonti antiche come posizionate al di fuori delle Colonne d'Ercole, come avrebbero dovuto risultare se l'ipotesi di Frau fosse corretta?
E inoltre, come mai il mare intorno alla Sardegna e' chiamato Mare Sardo (Erodoto, Storie II,166) e non Atlantico come invece Platone chiama il mare aldila' delle Colonne d'Ercole? Come mai Platone nel Timeo, parlando di Atlantide dice:"...inoltre dominava,da questa parte dello stretto, la Libia fino all'Egitto e l'Europa fino alla Tirrenia..." Cioe' la Libia (Africa settentrionale) fino all'Egitto, l'Europa fino alla Tirrenia (l'Etruria) sono tutte al di qua' delle Colonne d'Ercole.
Scusami il gioco di parole ma credo che l'ipotesi delle Colonne d'Ercole nel Canale di Sicilia faccia veramente acqua da tutte le parti.
Saluti
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 26-November-2006 01:40.
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