Cavolo chiedi una cosa mica da poco. L'archeologia post-processuale racchiude tutto e il contrario di tutto, soprattutto se intendiamo il termine alla lettera, e cioè considerando tutto ciò che segue al periodo strettamente considerato processuale. Per cui trovarne dei principi generali, a rigore, non è così facile. E' più che altro un contenitore che racchiude le critiche fatte agli eccessi dell'archeologia processuale, critiche che provengono però da diverse prospettive: dall'archeologia di Hodder al "marxismo classico" (anche se di questo vengono più comunemente messe in luce le analogie col processualismo rispetto alle differenze), al "neomarxismo", ecc. Ad ogni modo certe caratteristiche comuni si possono trovare, soprattutto se ci limitiamo all'ambiente inglese o comunque anglofono. Solitamente si usa ricordare l'attenzione particolare verso il simbolismo e il significato, e verso il contesto e il particolare piuttosto che verso la generalizzazione, e questo anche fino a livelli esasperati, ponendo evidenti problemi di interpretazione (del tipo non possiamo conoscere il passato perchè non possiamo penetrare realmente il contesto, e siamo indissolubilmente legati al contesto in cui viviamo, da cui taluni - qui sta in particolare l'estremizzazione - ne ricavano una riduzione di tutto a significato, idea, credenza, ideologia, opinione, ecc., giungendo a negare anche, in campo epistemologico, la possibilità di una qualsiasi conoscenza del passato che non sia appunto solo opinione). Ora non ho moltissimo tempo per approfondire ma se vuoi ti mando qualcosa per mail.
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