Discorso piuttosto complicato. Avrei preferito, prima di intervenire ,che lo impostasse colui che lo ha proposto, ma poiché latita….. Difficile sempre dare definizioni. Le mie possono cambiare a seconda dell’età, delle esperienze vissute, a volte persino dell’ umore….. in questo momento pensando agli argomenti di questa discussione dico che oggi l’archeologo è essenzialmente un tecnico, che ha determinate responsabilità all’interno di opere pubbliche(qualsiasi scavo è un’opera pubblica) a cui partecipano enti pubblici e privati. Il fine è la produzione di cultura nel mentre si producono altre cose, in pratica posso dire che si lavora per il futuro, prossimo o remoto? Una grossa parte dell’archeologia odierna credo che si concentri sulla raccolta dei dati, che certo è la base ed è quella in cui va rigorosamente applicato il metodo che ci è proprio. Dico che si lavora per il futuro perché i dati che giorno per giorno si raccolgono vengono il più delle volte semplicemente immagazzinati, in modo più o meno ordinato e più o meno pubblico, organizzabili e correlabili gli uni con gli altri solo in un secondo momento. …il momento in cui poi la storia particolare, che è quella del singolo sito, può diventare storia generale….
__________________ Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro. |