Discussione: matrice di harris
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Vecchio 02-December-2006
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kabur Visualizza Messaggio
ti ringrazio per la chiarezza, ho letto il vecchio forum, ma mi chiedo allora come sia legittimo per applicare un metodo che presuppone lo smontaggio progressivo delle evidenze quando il fine ultimo è la conservazione delle evidenze stesse.
NON è legittimo.
Nella maniera più assoluta è una cosa da NON fare.

In fondo le applicazioni stratigrafiche sulla architettura sono semplicemente indietro di qualche anno rispetto all'archeologia di terra (dove lo scavo per singoli contesati non è del resto nemmeno oggi totalmente affermato).
Probabilmente l'evoluzione auspicabile sarebbe che anche in campo architettonico si riconoscesse un margine di applicablità ad un approccio "materialistico" conoscitivo-distruttivo (ovviamente se, nella misura e fino al punto in cui è accettabile la perdita del bene o di parte di esso in cambio di una sua completa analisi) al posto dell'attuale estremizzazione fra elementi murari "intoccabili a prescindere" ed elementi murari distruggibili senza ulteriore documentazione all'infuori di quella "superficiale" o se vogliamo dire così "esteriore".

In altre parole, allo stesso modo in cui l'Archeologo scava Unità Stratigrafica per Unità Stratigrafica, fino al momento in cui valuta -per motivi di tutela- non più opportuno proseguire nello scavo e preferibile lasciare visibili e non ulteriormente scavate determinate evidenze, sarebbe auspicabile che anche l'Architetto imparasse a "sfogliare" l'edificio storico smontando una alla volta evidenze sovrappostesi nel tempo (e rigorosamente in ordine inverso a quello in cui furono realizzate) fino al momento di decidere di sospendere l'operazione e di valorizzare le restanti evidenze per una fruizione futura.
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