Discussione: matrice di harris
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Vecchio 03-December-2006
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
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kabur Visualizza Messaggio
scusa Mdd ma "sfogliare" l'edificio storico smontando una alla volta evidenze sovrappostesi nel tempo fino al momento di decidere di sospendere l'operazione e di valorizzare le restanti evidenze per una fruizione futura mi pare un approccio al tema del restauro o più in generale dell'architettura molto prossimo agli interventi di liberazione. Non è forse ammissibile l'impiego di indagini non distruttive o micro-distruttive che consentano di distinguere strati differenti senza sfogliarli ovvero distruggerli?
Senz'altro sì. Ma la sequenza-matrix NON, assolutamente NON è accettabile come forma di documentazione non invasiva.
Perché NON è una forma di documentrazione (ma solo una forma di controllo sulla documentazione) ed è legata a processi conoscitivi di tipo distruttivo.

Che poi l'apporoccio distruttivo possa avvenire per "saggi" è un altro discorso (ma allora il non archeologo non riuscirà mai a capire perché a quel punto tutto diventa assolutamente inutile, perché solo a noi è familiare il principio che uno strato scavato in due saggi differenti senza continuità fisica NON è lo stesso strato), così come (ed è lì che mi piacerebbe si arrivasse) altro discorso sarebbe affermare la necessità di un approccio di documentazione sistematica "per singole evidenze" una voltra che una parte qualsiasi di un manufatto edilizio storico venisse giudicato demolibile.
E' deprimentissimo per l'Archeologo continuare a trovarsi (ancora dopo decenni) nella situazione paradossale di studiare con fatica strutture murarie di epoca basso o post medievale nel loro livello di fondazione perché la Soprintendenza ai Beni Archeologici segue il principio che se un contesto stratigrafico può essere distrutto deve esserlo attraverso un processo conoscitivo, mentre gli alzati della stessa struttura muraria sono un tabù e sono destinati ad essere perduti perché la Soprintendenza ai Beni Architettonici o tutela assolutamente oppure permette di distruggere senza nessun intervento conoscitivo in corso di demolizione (ed inoltre spesso si limita a tutelare la struttura muraria solo sotto il profilo dimensionale-strutturale o al massimo estetico, mentre difficilmente si preoccupa della microstoria del singolo elemento strutturale e della originarietà o meno dei sui elementi costitutivi).

Lo dico per lunga e triste esperienza di cantiere urbano, anche su edifici storici di una certa importanza.
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