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Vecchio 15-December-2006
astracedi astracedi Non in Linea
AI senatus
 
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Ciao Milena.

Tecnicamente la classificazione come H. erectus viene ora generalmente attribuita solo alle forme asiatiche (H. erectus pechinensis, H. erectus giavanensis, ...) mentre le varie forme africane ed europee che fino a una dozzina di anni fa rientravano tutte nella definizione di erectus, vengono ora generalmente distinte in diverse specie (ergaster, georgicus, cepranensis, antecessor, heidelbergensis). Di tutte queste la più antica rimane la specie africana (H. ergaster). A questo punto le ipotesi che si stanno facendo attualmente sono due.
1) H. ergaster è emigrato fuori dall'Africa e nel giro di 200.000 anni (lasso di tempo paragonabile – anzi, più lungo – alla più recente emigrazione di H. sapiens) avrebbe popolato l'Asia e probabilmente l'Europa e dato vita a forme sufficientemente differenti da poter essere classificate come specie separate (erectus, georgicus, ecc.)
2) Ad essere emigrata fuori dall'Africa non è H. ergaster, ma una specie più antica, progenitore comune di ergaster, erectus e georgicus. Forse questo progenitore comune potrebbe essere stato H. abilis/rudolfensis (per quest'ultima specie non abbiamo dati precisi per la sua prima comparsa), oppure una specie più affine ad ergaster ed ancora sconosciuta.

In ogni caso, anche con riferimento a studi genetici, sembra che tutte queste specie non abbiano lasciato traccia di sé nel genoma dell'Homo sapiens attuale. Per cui, se contatti interfecondi tra sapiens ed erectus o discendenti (neanderthalensis) delle specie europee di "erectus" – probabilmente derivate da H. georgicus – vi furono, questi furono quantitativamente limitati, tali da lasciare segni, dal punto di vista genetico, talmente "annacquati" da non essere individuabili.
In definitiva rimane tutt'ora valida la tesi dell'origine solamente africana di H. sapiens, originatosi appunto in Africa circa 200.000 anni fa e che avrebbe cominciato a diffondersi in tutto il mondo circa 100.000 anni dopo.

Riassumendo si tratterebbero di due distinte migrazioni extrafricane. La prima iniziata circa 2 milioni di anni fa, ad opera di H. ergaster o di un suo antenato (H. abilis o altro); la seconda iniziata un po' prima di 100.000 anni fa, ad opera di H. sapiens. Le due migrazioni rimangono distinte, almeno dal punto di vista degli effetti sul patrimonio genetico dell'uomo attuale.

Allo stato delle cose, non si possono escludere fasi migratorie intermedie tra le due sopra citate. Anzi l'affinità tra H. antecessor/heidelbergensis e forme africane contemporanee (forme tarde di ergaster oppure H. rhodesiensis) farebbero pensare ad una fase migratoria più tarda (anche questa probabilmente a partire dall'Africa) di poco posteriore al milione di anni fa, in cui i nuovi arrivati avrebbero sostituito (o convissuto?) con forme europee più arcaiche, derivate da H. georgicus. Insomma non si è certi se H. eidelbergensis e i suoi discendenti neanderthaliani derivino da H. georgicus (ovvero da una prima migrazione africana iniziata 2 milioni di anni fa) oppure da forme di ergaster più recenti, e quindi con più diretta affinità africana, arrivate in Europa oltre un milione di anni dopo.
Non si può del tutto escludere, per questa ipotetica seconda fase migratoria di ergaster/antecessor/heidelbergensis, un movimento inverso Europa-Africa, ma mi pare che al momento sia ritenuta solo un'ipotesi non suffragata da prove, neanche indiziarie.

Mi pare di aver riassunto quanto la maggior parte dei paleontologi pensano oggi sulla questione del popolamento umano. La paleoantropologia è una scienza in rapidissima evoluzione e non escludo che tra una dozzina d'anni, grazie a nuove scoperte, il panorama possa cambiare drasticamente, ma al momento la situazione più probabile e scientificamente corroborata da prove e indizi, è quella sopra riassunta.

ciao
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Marco Astracedi
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