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Vecchio 16-December-2006
Mario_A Mario_A Non in Linea
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astracedi Visualizza Messaggio

In definitiva rimane tutt'ora valida la tesi dell'origine solamente africana di H. sapiens, originatosi appunto in Africa circa 200.000 anni fa e che avrebbe cominciato a diffondersi in tutto il mondo circa 100.000 anni dopo.

Riassumendo si tratterebbero di due distinte migrazioni extrafricane. La prima iniziata circa 2 milioni di anni fa, ad opera di H. ergaster o di un suo antenato (H. abilis o altro); la seconda iniziata un po' prima di 100.000 anni fa, ad opera di H. sapiens. Le due migrazioni rimangono distinte, almeno dal punto di vista degli effetti sul patrimonio genetico dell'uomo attuale.
Sulla prima migrazione sembra esserci abbastanza consenso, mentre sull'origine del H.sapiens la questione rimane ancora complessa. Attualmente esistono due teorie, incompatibili tra loro: la prima, di origine essenzialmente genetica, e' chiamata "teoria di Eva" e la seconda e' la teoria multiregionale, piu' di tipo paleontologico.

La teoria di Eva sostiene che lo H.sapiens sia nato in Africa circa 200.000 anni fa e che poi sia emigrato fuori dall'Africa sostituendo in tutto il mondo tutti gli altri tipi di uomini. Questa teoria e' stata formulata da Allan Wilson, un genetista dell'Universita' di Berkeley, basandosi su studi genetici.

Wilson ha studiato le sequenze del DNA mitocondriale negli uomini attuali (viventi). Il DNA mitocondriale (mtDNA) e' un minuscolo genoma indipendente dal nostro che si trova dentro i mitocondri, organelli che si trovano in tutte le nostre cellule e che sono indispensabili per la produzione dell'energia. Il mtDNA e' 100.000 volte piu' piccolo del genoma (che si trova nel nucleo della cellula) e contiene solo 37 geni. La ragione per cui viene usato in questo tipo di studi e' che il mtDNA si trasmette solo per via materna e non si ricombina con il genoma principale. Inoltre contiene delle regioni ipervariabili, cioe' che mutano con una frequenza piu' alta del genoma, ed in questo modo si creano come dei "codici a barre" con cui si possono seguire le migrazioni delle popolazioni.

Campionando un certo numero di individui viventi in tutto il mondo, scelti in modo da rappresentare tutti i tipi diversi di uomini attuali ed elaborando i dati con un sofisticato metodo statistico, Wilson concluse che tutti gli uomini viventi hanno una sola linea di mtDNA che conduce all'Africa e piu' precisamente ad una sola donna africana vissuta 200.000 anni fa, la "Eva mitocondriale".
Il termine Eva qui pero' non significa che quella donna era la madre dell'umanita', ma la progenitrice delle linee mitocondriali attuali, per un motivo puramente casuale.

Questa teoria pero', anche se inizialmente ha avuto un grande successo, tanto da divenire "dominante" e considerata "accertata" in un gran numero di divulgazioni scientifiche, e' stata recentemente molto criticata.

La teoria di Eva si basa sul carico di mutazioni del mtDNA tra una generazione e l'altra, assumendo che queste mutazioni siano neutre e l'aumento di esse costante. Questo meccanismo e' stato chiamato "orologio molecolare". Alcune osservazioni pero' portano a credere che il tasso di mutazioni non sia costante come creduto prima e che il principio di neutralita' non sia cosi' assoluto (alcune mutazioni nel mtDNA potrebbero predisporre per certe malattie). Inoltre, la trasmissione per via materna del mtDNA potrebbe far perdere linee mitocondriali ogni qualvolta una popolazione si riduca di numero per cause naturali e poi si espanda nuovamente.

Cioe', in una popolazione, una linea mitocondriale di una data donna si perde nella generazione in cui, per motivi casuali, quella donna non abbia piu' discendenti femmine. Quindi, se una popolazione abbastanza grande, con molte linee mitocondriali, si riduce drasticamente per cause ambientali (epidemie, variazioni climatiche, etc) molte linee mitocondriali verrebbero perse rapidamente, e dopo una seconda espansione, la popolazione verrebbe ad avere poche linee mitocondriali.

La teoria multiregionale sostiene invece che gli uomini moderni si sono evoluti dai tipi ancestrali in piu' centri (Africa, Asia, Europa), ovviamente ammettendo incroci e migrazioni.
Le prove paleontologiche sono piu' a favore di questa teoria. Non ci sono evidenze che "tecnologie" paleolitiche del H.sapiens africano siano state introdotte in Asia o altrove. I tipi piu' ancestrali in Asia hanno alcune caratteristiche craniali conservate negli attuali asiatici. In Europa, il 53% dei Neandertal presenta una caratteristica nella mandibola che si conserva nel 44% degli uomini dell'Alto Paleolitico e scende fino al 6% negli uomini del Mesolitico e in gruppi piu' recenti. Questa caratteristica non e' stata mai osservata in Africa.
Inoltre, e' di pochi giorni fa, la pubblicazione sulla rivista scientifica "Science" di uno studio su DNA genomico (non mtDNA) antico di Neandertal, che indicherebbe possibili incroci con H.sapiens.

La teoria di Eva ha come conseguenza il fatto che il H.sapiens africano abbia sostituito tutti gli altri tipi di uomini senza incrociarsi con essi. Questa e' il punto piu' difficile della teoria, che i suoi sostenitori non sono mai riusciti a spiegare in modo soddisfacente.

Si spera che nuovi ritrovamenti o avanzamenti tecnologici possano aiutare a risolvere questa controversia.

Saluti

Mario
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