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Vecchio 27-December-2006
Freddy Freddy Non in Linea
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Predefinito Bolli laterizi e Tavole di Munsell.

Beh, per il programma di calibrazione credo si tratti di una applet Java che non si riesce a scaricare con il programma di acquisizione ci cui dispongo.
Dandosi da fare sul Web forse, e dico forse, si potrebbe trovarlo da qualche parte ma non ho sufficienti conoscenze per farlo.
Mi chedi a cosa possano servire le tavole ad uno che si occupa di tegole e mattoni, presto detto. L' attuale livello delle conoscenze sui laterizi con marchio di fabbrica dell'area di Aquileia è ancora decisamente basso. Nell'ultimo decennio c'è stata una qualche ripresa di interesse per questa categoria di manufatti, vedi Zaccaria, Gomezel, Buiatti, Buora e altri ma si è sempre trattato di pubblicazioni limitate a particolari tipologie oppure a presenze su aree particolari e ristrette. Si è sempre parlato di un Corpus dei Bolli laterizi Aquileiesi ma sembra che ancora sia tutto in alto mare. Tanto per darti un'idea stiamo ancora lavorando con i dati di C.I.L V e con le sillogi del Gregorutti che sono del 1886 e 1888. C'è quindi la necessità di disporre di dati più precisi sulle misure, sulle varianti, sugli impasti e quant' altro. A differenza di molte altre parti d'Italia, nella nostra area la produzione laterizia è stata imponente, il mattone ha praticamente sostituito la pietra non solo nelle strutture rurali ma anche in quelle della città stessa.
Ti ricordo che le mura di Aquileia sono tutte in laterizio. A fronte di una produzione di enormi dimensioni dovremmo avere un congruo numero di fornaci e queste avrebbero dovuto essere di dimensioni tali da lasciare notevoli tracce di sè. Bene, non è così. Se ne sono trovate poche e tra queste solo alcune di grandi dimensioni. Sembrerebbe che in quest' area la produzione avesse scelto un via diversa, utilizzando cioè maestranze itineranti e costruendo piccoli forni dislocati per brevi lassi di tempo in punti strategici dell'agro dove maggiore era la richiesta del momento. Abbiamo tegole con il medesimo marchio ma con impasti che vanno dal rosso carico tipico delle argille della pedemontana ricche di ossidi di ferro, oppure impasti giallo tenue tipici delle argille ricche di calcite e caolino. Tra questi due estremi una vasta gamma di sfumature come il giallo arancio, l' arancio carico, il bruno ecc.
Riconoscere e catalogare gli impasti può essere di aiuto nel ricostruire l'iter seguito da un produttore durante la sua attività, a ricercarne le fornaci e a comprendere meglio i criteri della distribuzione. Certo il colore dell'impasto non è un elemento determinate se preso da solo (sono moltissime la cause che possono far variare il colore della terracotta), ma in concomitanza con altri elementi, caratteri paleografici del bollo, tipologia dell'impressione, utilizzo dei nomina, legamenti delle lettere, contesto di rinvenimento ecc., può servire egregiamente ad una schedatura più precisa e dettagliata. Le Tavole di Munsell possono servire anche a questo.
Ciao a tutti, o meglio "mandi" come diciamo noi da queste parti.
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