Visualizza messaggio singolo
  #8 (permalink)  
Vecchio 31-December-2006
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 2,097
Predefinito

Quote:
Freddy Visualizza Messaggio
[font=Verdana][color=#000000]Non capisco il termine "scritte oziose", intendi forse, "senza un preciso scopo
. . .
i casi di manufatti con scritte sono rarissimi, non direi che i casi pubblicati si contino sulle dita di una mano. E' purtroppo vero che sono spesso relegati in piccoli saggi specialistici, a bassissima tiratura, riviste locali ecc.
. . .
Sì, forse parlo un po' una lingua da "vecchio epigrafista", ma la distinzione secondo me è fondamentale: esiste un fenomeno di scrittura "spontanea" o si potrebbe dire come tu sembri suggerire "non finalizzata" dovuto ad un livello di alfabetizzazione non poi bassissimo e alla forte tentazione che dovevano esercitare certe superfici facilmente malleabili eppure tranquillamente pasticciabili perché successivamente destinate ad un uso grezzo come i laterizi in fase di asciugatura. Un po' come per noi scrivere oziosamente sulla sabbia bagnata della spiaggia o sopra i vetri appannati.
Ebbene secondo me queste iscrizioni "oziose" o "spontanee" o che dir si voglia vanno distinte da tutte quelle altre iscrizioni che pur comparendo sul medesimo tipo di supporto laterizio presentano una finalità precisa (per esempio di tipo commerciale, come nel caso dei bolli, o di veri e propri tituli come nel caso di laterizi sfruttati come modesti segnacoli di sepolture o insegne di qualcosa).
Mi ero occupato dell'argomento abbastanza accuratamente una ventina di anni fa e con la bibliografia e gli strumenti di ricerca dell'epoca ne avevo tratto la sensazione che gli esempi fossero interessanti ed "epistemologicamente" illuminanti, ma numericamente davvero molto molto rari.

Quote:
Freddy Visualizza Messaggio
[font=Verdana][color=#000000] . . .
Non mi risulta che i sesquipedali , ped. 1 X 1,5 X 1 palm.min. ovvero circa cm. 30 x 45 x 7, avessero dimensioni diverse in diverse aree geografiche, se è cosìti prego di farmelo sapere.
. . .
Per quello che ne so nella bibliografia tradizionale per "mattone sesquipedale" si intende un laterizio di un piede e mezzo per un piede e mezzo, che in area urbana mi risulta attestato, anche se credo non molto frequente.
In area padana invece è assolutamente normale dal I sec. d.C. in poi il modulo che tu hai detto (e in quest'area e in questo periodo è attestato in maniera abbondantissima).

Quote:
Freddy Visualizza Messaggio
[font=Verdana] . . .
Riguardo al mattone del Museo di Cesena vorrebbe far notare alcuni particolari: Il testo, parte in corsivo minuscolo e parte in maiuscolo è tracciato a stecca. Nel testo originale erano presenti tre o forse quattro nomi ma le righe centrali sono state erase con il polpastrello prima della cottura per motivi che non conosciamo. . . . io credo invece si trattasse, più semplicemente di una sorta di insegna di bottega, pubblicità ante litteram per capirci. Nel bonos vedrei più un' accenno alla qualità del lavoro dei figuli che un' allusione ad altre loro capacità meno evidenti.
Mah, può essere, anche se così "a lume di naso" non mi viene molto da crederci. Il corsivo è in effetti un "semicorsivo" piuttosto frequentemente attestato e probabilmente il modo "normale" di scrivere in ambito italico in prima età imperiale (è semmai la scrittura "monumentale" ad essere speciale).
Probabilmente per dire una parola (quasi) definitiva sull'iscrizione in esame bisognerebbe cavarsi un po' gli occhi (sull'originale) per proporre una integrazione ragionata delle parole cancellate, che un po' si intravvedono.
Comunque la cancellatura c'è ed è palesemente intenzionale, secondo me come se qualcuno avesse voluto togliere il proprio nome da una allusione sconcia.
In ogni caso "Figulos" a me pare decisamente un nominativo singolare (cioè una vocalizzazione alternativa in -os del nominativo in -us, alternativa che in I sec. d.C. mi risulta tranquillamente attestata nell'epigrafia minore); al massimo (ma proprio al massimo e con difficoltà) potei accettare che lo si intenda come accusativo plurale: in ogni caso mi sembra ben difficile concordarlo con i due genitivi dei nomi iniziali. In altre parole il bonos potrebbe essere il personaggio cancellato.

Certo che se hai voglia di approfondire è un argomento veramente stimolante.
Rispondi Citando