Discussione: Petra Specularis
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Vecchio 14-January-2007
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Como ya comenté, es difícil distinguir entre un yeso utilizado y otro que no, depende del contexto, del tamaño de los cristales, si éstos presentan una superficie plana, etc.
Además, aunque, originalmente las placas, muestran señales de herramienta, de forma oblicua en su corte, una vez separado el mineral en láminas y listas para ser utilizadas estas placas, las señales de herramienta prácticamente apenas se pueden distinguir.
Hay una página del Instituto e Museo di Storie della Scienza: Vitrum: Tre lastrine di pietra speculare: IMSS
donde se pueden ver varias láminas de lapis specularis, procedentes probablemente de Pompeya.
Sarebbe difficilissimo riconoscere frammenti del genere in scavo, soprattutto in zone dove i cristalli di gesso potrebbero essere comunque presenti nel terreno.
A quanto pare i segni di lavorazione non sono un granché, anzi nalla foto in questione praticamente non ce li vedo.

Quanto alla "Vena del Gesso Romagnola" non mi risultano esempi di attività estrattive documentate accertatamente come di età romana.
In ogni caso gli insediamenti romani più vicini e più facilmente collegati a quelle zone, dove insomma avrebbe senso cercare delle attestazioni da scavi di domus o di ville di età romana, non sarebbero relativi alla città di Bologna (che è piuttosto lontana verso Ovest e separata dalla presenza di alcuni fiumi) quanto piuttosto a Faenza (che fu un centro romano piuttosto ricco e importante) o addirittura a Ravenna (che si trova allo sbocco a mare della stessa valle che taglia le zone indicate).

Vicino a Bologna ci sono sempre state importanti cave di gesso (nei territori di Bologna stessa e di San Lazzaro di Savena), ma anche lì tracce dirette di come fosse eseguita l'attività estrattiva romana non ne ricordo - per quello che ne so io. A Bologna sarebbe da fare un bel controllo dell'eventuale presenza di lapis specularis in contesti archeologici di età romana.
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