Discussione: Archeologia di stato
Visualizza messaggio singolo
  #4 (permalink)  
Vecchio 10-February-2007
L'avatar di  pilpotis
pilpotis pilpotis Non in Linea
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Apr 2006
Messaggi: 17
Predefinito

Gli stati vanno e vengono e con essi la cittadinanza.
I cittadini sono lo stato laddove i cittadini sono sovrani direttamente come in Svizzera dove vige la democrazia diretta e il federalismo, dove si rispettano i localismi e le case altrui e di ognuno.

In Italia io non sono lo stato e i cittadini non sono lo stato.
In Italia lo stato è costituito soltanto da una parte dei cittadini in contrapposizione agli altri cittadini che non sono lo stato. La democrazia indiretta e rappresentativa è una farsa, nella realtà è un'esproprio della sovranità.
Per cui eviti per favore di scrivere certe assurdità.

Ribadisco che in Veneto, nella mia terra che Lei deve rispettare, la politica archeologica (e non solo) dello stato italiano mira alla negazione, distruzione dell'identità veneta e alla sua sostituzione con quella artificiale italiana che ha come base la romanità.

Pochi giorni or sono è morto il glottologo Giovan Battista Pellegrini, studioso del venetico; a tutt'oggi la lingua venetica ancora non è stata decifrata, a parte l'alfabeto, perché?
Sono state decifrate le iscrizioni in etrusco, umbro, messapico, in osco e in cento altre lingue ma quelle in venetico no, perché?

La mia terra veneta è piena di siti sottoterra che vengono celati e non scavati per non far emergere la consistenza e la continuità dei veneti a partire dai paleoveneti, miei progenitori.
I paleoveneti vengono dati per un popolo che non ha avuto discendenza, i veneti vengono fatti passare per figli di romani.
Negli scavi ci si ferma agli strati d'epoca romana e si lasciano nascosti sottoterra quegli precedenti.
Tutto l'antico viene fatto passare per romano quando invece è soltanto veneto di epoca e di stile romano.

Nella scuola di stato insegnano che i romani avrebbero portato ai veneti strade, bonifiche e civiltà come avrebbero fatto gli italiani in Libia e in Etiopia.

Sotto alle strade venete d'epoca romana vi sono quelle venete preromane, il graticolato romano è in realtà graticolato veneto continuato anche in epoca romana.

Sotto alle chiese romaniche, ai fori romani, alle ville romane c'è il veneto preromano, ovunque nella Venetia le radici dei veneti fremono per tornare alla luce.

Ai romani abbiamo insegnato a bonificare le paludi e mille altre cose ancora.

Eviti per favore espressioni come "porci comodi" che deturpano e offendono questo, spero "libero sito".

Ultima Modifica di pilpotis : 10-February-2007 23:25.
Rispondi Citando