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Vecchio 17-February-2007
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Noemi, ammiro la tua costanza e la tua disponibilità alla condivisione di notizie importanti, però personalmente trovo che fondamentalmente contuiamo a girare attorno al problema vero, che secondo me è "titolo di studio per che cosa".

Non mi pare così strano che un concorso pubblico per un determinato ruolo chieda la Scuola di Specializzazione in Archeologia e non si accontenti di una laurea, anche se specifica.

Sul puro "titolo" (diciamo a puri fini di biglietto da visita) invece trovo molto consistenti le tue argomentazioni.

Quanto invece all'"accesso alla professione" mi sa che prima di proseguire il discorso sia necessario mettere in chiaro di quali attività stiamo parlando.
Al momento l'unica che mi sembra sul tavolo -a meno che tu non abbia in mente qualcosa che a me sfugge- è quella legata alla cosiddetta "archeologia preventiva" nel corso delle progettazioni di opere edili per conto di Enti Pubblici; ma lì c'è poco da fare a parer mio: la Legge 109/2005 non dice che per firmare le valutazioni dell'archeologia preventiva bisogna essere Archeologi, dice invece che bisogna avere il diploma di scuola di Specializzazione in Archeologia o il dottorato in Archeologia.
E' una norma ingiusta? Forse sì. E' una norma svincolata dal già deciso destino delle Scuole? A quanto tu ci riferisci parrebbe proprio. Vogliamo esercitare pressioni politiche per chiedere di cambiarla? Parliamone.
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