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Kore
. . .riguardo all'archeologia preventiva se non erro è rimasto un disegno di legge, dunque non è una normativa applicabile . . .
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Attenzione, forse sei male informata, la norma sull'Archeologia Preventiva (relativamente alle opere pubbliche) è legge dello stato, in quanto è stata inserita con un espediente politicamente riprovevole mediante emendamento all'interno del dispositivo di conversione di un decreto legge che non centrava nulla. E' la Legge 109/2005, e se ancora oggi è di applicazione difficoltosa è a causa dei possibili equivoci interpretativi, della mancanza di sanzioni nei confronti di chi non vi ottempera, dei possibili conflitti e gelosie fra Enti che essa è andata a scatenare e soprattutto per la difficoltà da parte del Ministero di emanare regolamentazioni attuative in grado di funzionare.
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Kore
. . . il problema sostanziale non è avere o meno il titolo di specializzazione ma essere riconosciuti come figura professionale per sfuggire dal marasma in cui noi "archeologi" navighiamo. Alcune associazioni, tra le quali quella di cui faccio parte, stanno tentando di creare una sorta di regolamentazione e stanno combattendo per far riconoscere l'archeologo una figura professionale a tutti gli effetti . . .
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Quella per il riconoscimento giuridico della figura professione è una battaglia sbagliatissima che ci si ritorcerà contro.
E' dal 1992 che vado predicandolo: se per disgrazia noi non dovessimo essere capaci di continuare ad opporci ad una istituzione "dall'alto" di una categoria professionale inventata in assenza di una coscienza etica diffusa e soprattutto in assenza di basi tecnico scientifiche comuni, verrebbe distrutta qualsiasi possibilità di progresso futuro per la nostra povera categoria e non si otterrebbe altro che di regalare ulteriore carne da macello ai potentati universitari.
Prima associarsi, poi costruire basi etiche e tecniche comuni e solo infine costituirsi "professionalmente" (ma a quel punto il risultato concreto potrebbe essere già raggiunto e fare un Albo potrebbe non servire più a null'altro che a creare dei "centri di potere" per piazzare qualche raccomandato negli organi di governo dell'organismo professionale).