Molto tempo fa, saranno quaranta anni per cui non so più dove, ho letto di un'ioptesi che gli sciamani potessero essere affetti da epilessia (morbus sacer!). Questa ipotesi non contraddice ma affianca quella delle sostanze psicotrope. Anche danza e musica sono metodi comprovati per raggiungere il trance o l'estasi (voodoo, dervisci ad esempio). E il digiuno è uno dei metodi tradizionali per ottenere tali stati di coscienza alterata (già anche nei casi di anoressia mentale si nota qualcosa del genere, ad esempio con una perdita di sensibilità al freddo o al dolore)
Per quel che so anche i Vichinghi usavano pozioni di amanita muscaria per ottenere uno stato di trance. Un mio conoscente svedese riteneva che l'abitudine dei suoi connazionali a bere alcool in grandi quantità e molto rapidamente, in modo da ottenere uno stato di ebbrezza vicino alla perdita di conoscenza, risalisse appunto al costume vichingo di bere pozioni allucinogene.
E che dire del vino della comunione? Ha solo il valore simbolico di sangue o anche quello di portatore di ebbrezza, che avvicina al divino. (Che non mi senta Benedetto il Bavaro - dovrebbe comunque preferire la birra. Mi farebbe preparare un bel rogo, magari di legno di betulla che brucia bene e non fa scintille, tanto per garantire la sicurezza degli spettatori che ci danzerebbero intorno).
Comunque anche nell'antichità classica c'erano misteri e cerimonie, che proprio per la loro natura di culti segreti sono assai poco documentati, in cui elementi orgiastici ed estatici, sciamanici se vogliamo, erano molto presenti. Chiaramente non facevano parte, almeno a Roma della religione di stato.
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dott. Claudio Giorgini
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