L'ipotesi che gli sciamani non fossero altro che persone affette da malattie nervose è stata una delle prime che gli studiosi europei formularono nel momento in cui vennero in contatto con essi.
Tuttavia, sebbene lo sciamano debba in generale possedere una certa sensibilità, Eliade mette in chiaro anche questo punto.
Lo sciamano per essere tale deve essere in grado di controllare gli stati alterati che gli consentono di acquisire ed esercitare il suo "potere". In molte società tutti i giovani vengono "iniziati", ma non tutti diventeranno sciamani. Il futuro sicamano verrà guidato e istruito, alcune volte, dopo l'inizizione, passerà un periodo in cui sarà "folle", mentre praticamente sarà "istruito dagli spiriti ". Egli, per integrarsi pienamente nello status sociale che la carica di sciamano comporta, dovrà andare ad esplorare i più reconditi recessi della mente e ritornare ,senza perdersi. In un certo senso più che un malato lo sciamano può considerarsi un guarito anzi un autoguarito ed è per questo che può guarire anche gli altri. Infatti i poteri di guarigione attribuiti agli sciamani hanno a che fare spesso con l'anima più che con il corpo, sebbene poi essi abbiano sviluppato anche tutta una farmacopea basata sulle piante.
Il concetto è che la malattia del corpo derivi sempre da quella dell'anima perciò lo sciamano interviene prima di tutto su quest'ultima....qui anche il discorso si potrebbe approfondire.
Quote:
|
E che dire del vino della comunione? Ha solo il valore simbolico di sangue o anche quello di portatore di ebbrezza, che avvicina al divino.
|
Qualcuno si è preso la briga anche di analizzare la figura di Gesù Cristo dal punto di vista sciamanico. Il libro si chiama "il fungo e la Croce" anche se non è facile trovarlo in edizione italiana di John Allegro(Lo scavatore di Mari) . Nella versione inglese il titolo è "the sacred mushroom and the cross" . Non sono riuscita a leggerlo però me ne ha parlato un amico e ho potuto sfogliare l'edizione inglese......
Riguardo alle esperienze vissute di cui parlavo me ne è venuta in mente una che si può ricollegare a questo discorso della malattia mentale: riferisco come si racconta in paese poichè non avuto modo di parlare col diretto interessato.
un ragazzo del mio paese trasferitosi in una grande città ha avuto forti crisi depressive. Una notte sogna di scendere ina grossa caverna e perdercisi; il giorno dopo afferra il suo porcellino d'india e lo sbatte contro il muro uccidendolo..... non so come è andata a finire so solo che lui non ricorda di aver ucciso il porcellino e è ora sotto farmaci.......continua comunque ad avere "visioni" e sogni su padre pio e madonne varie. Ovviamente se oggi è trattato come un pazzo e non gli viene dato granchè modo di reintegrare le sue esperienze in un altro tipo di società sarebbe stato un buon candidato all' investitura sciamanica. Al di là infatti delle specifiche condizioni in cui egli si è trovato mi hanno colpito tre fattori: il sogno della caverna, l'animale uccisso, il rapporto privilegiato con la Dea madre(sognandola ci parla ovviamente).
Premetto che condivido le segunti informazioni solo per amore di scienza e mi auguro che a nessuno venga in mente di fare la prova[-X
Il mio compagno, Paolo, quand'era ragazzino, sotto l'effetto di una sostanza facilmente reperibile e legale( che non dico qual'è per sicurezza)provava un effetto esilarante e piccole allucinazioni acustite; avvertiva anche discrepanze temporali soprattutto negli eventi acustici; continuando l'assunzione il campo visivo si restringeva fino a diventare un punto che risultava poi essere un tunnel. Sulle pareti del tunnel si vedevano macchie colorate ;passava quindi dall'altra parte del tunnel completamente scorporato (cioè percepiva di sè stesso solo la vista e il pensiero). Da questa parte c'era un'orizzone sconfinato fatto a griglia in prospettiva e due luci una gialla e una arancione. Le luci lampeggiavano a seconda dei ragionamenti che Paolo faceva tra sè, dunque egli cominciò a pensare che una delle due corrispondesse ai pensieri negativi e l'altra a quelli positivi e perciò cominciò a sperimentare se ciò fosse vero. Ricevette conferma. Non ricorda il contenuto speifico dei ragionamenti ma fa notare che ad ogni assunzione anche successiva di giorni il "viaggio" ricominciava da dove era stato interrotto con alcuni elementi ricorsivi che man mano vengono specificati e collocati come in un percorso. Ad esempio come se in uno dei viaggi si stesse ascoltando una musica e nel viaggio successivo si vedesse entrare il violinista che suona esattamente quella musica. Il ritorno alla realtà avveniva come un risveglio. Questi viaggi erano abbastanza controllabili e di breve durata. Una volta però assunse insieme alla sostanza di cui sopra un'altra,sempre facilmete reperibile anche se illegale, che ne amplificò notevolmente l'effetto.
Stava disteso. sentiva qualcosa dargli fastidio nei denti, e dunque vi portò la lingua . Sentì la cosa in questione staccarsi e iniziare a rotolare all'interno della bocca senza fermarsi mai; pensò di avere una montagna in bocca.
Poi rivedeva ,immaginando , una scena accaduta qualche ora prima che però assumeva toni strani tipo "presagio" o deja vu, come se tutti fossero consapevoli di qualcosa. Fissò dunque l'attenzione su una donna di questa scena che attraversava la strada e soprattutto sul logo stampato su una borsa di carta che questa aveva in mano. Il logo era come due c contrapposte con una barra centrale che le univa. Il logo assumeva sempre maggiore importanza alla vista ,fino a chiarificarsi e ad apparire come era in realtà, cioè due volti molto stilizzati contrapposti con una mano all'orecchio come per sentire e la bocca aperta come per parlare ,da cui fuoriusciva un raggio. Si affacciò un pensiero di beffa, questo era quello che tutti sapevano. Fin'ora era solo una vivida immaginazione . Poi le due teste sono comparse nel campo visivo, ai due angoli, in basso come due palle nere collegate da una stecca nera . Altre due stecche nere partivano da lati della testa del mio compagno il quale alzò gli occhi. le due palle nere salirono; abbassò gli occhi e le due pale scesero. Rialzò ancora gli occhi e le palle fecero un giro di 180 gradi che i suoi occhi seguirono

Risultò che le palle nere erano 4 e formavano una sorta di rettangolo, finchè non si accorse che la sua testa(altezza tempie) si trovava tra altre due palle nere, nel momento in cui esse fanno un giro di 180 gradi . A questo punto percepì sè stesso come le quattro palle che formavano il rettangolo che continuava a muoversi descrivendo sempre un arco di cerchio, con un certo ritmo( che in seguito ha pensato essere quello del cuore) ed alcune note. Il rettangolo procedeva verso tre barre di luce sconfinate una bianca una gialla una arancione, fino ad entrare in quella centrale. A quel punto Paolo ha sentuito di essere quella barra e di avere due dimensioni soltanto, perchè respirando sentiva l'aria che lo attraversava.
A questo punto già era abbastanza preoccupato. Disse tra sè " però almeno respirare, respiro".... come ebbe finito di pensarlo la sensazione di aria che lo attraversava svanì ;allora si disse " però pensare, penso". Come pensò questo,non potè più pensare perchè i pensieri diventavano immagini e la musica li cantava facendo un coro con l'ultima vocale del pensiero semi espresso. Sentiva la musica, che accompagnava i pensieri ;essi cominciavano a passare scritti seguendo le linee del rettangolo; però da ogni palla potevano partire nuove linee che formavano così figure geomtriche compelsse con le palle (disegni tridimensionali)che facevano da nodi; Egli seguiva i pensieri e aveva la sensazione di diventare i pensieri stessi o le linee o le figure o le palle. Siccome lui stesso era la struttura, quando era la struttura poteva pensare, però poichè vedeva i pensieri correre su tutte le linee si distraeva e li seguiva e nel seguirli diventava la linea stessa, fino a ricomporsi nella struttura. (Certo che il tutto ricorda l'arte rupestre neolitica e la scomposizione della figura umana in forme geometriche).
La struttura comunque più cresceva più assumeva forme precise, il pensiero era disperso ma lui assumeva maggiore centralità( tipo era sicurio di essere un cilindro con due coni ai lati, che era meglio che essere una forma lineare).
Lo sforzo cosciente comunque era quello di ritornare ad una forma umana anche cercando di ricostruirla con rettangolini ( proiezioni di disegni tridimensionali). A questo livello però la maggior parte del campo visivo è nera. Da qui il pensiero si è allontanato dalle figure e Paolo si è trovato nel nulla, cioè senza forma(tutto nero), anche se poteva pensare. E pensa: " qui c'è il nulla però io ci sono ; se qui c'è il nulla e io ci sono allora son Dio" [-o< " e siccome sono Dio che luce sia" In quell'istante è ricomparso tutta la realtà. Lui era ancora sdraiato come quando aveva cominciato Il "viaggio" e vedeva su di sè un'enorme figura geometrica solida fomata come quelle della visione con le palline e le stecche, però le palline erano dischetti luminosi e le barre dei raggi luminosi; la figura premendo con gli angoli su alcuni punti del corpo bloccava i movimenti. Co sì l'allucinazione ha ripreso il sopravvento. Dopo qualche tempo Paolo la realtà ricomincia pian piano a sovrapporsi ll'allacinazione e riesce ad alzarsi e a camminare, ma l'allucinazione persiste nella realtà, cioè tutte le cose sono fatte di raggi e palle e griglie , con una corrispondenza di tutte le parti tra loro( come se si trattasse della struttura della materia); lui però ha ormai ripreso forma umana anche se conserva contemporaneamente quella geometrica, percependo la corrispondenza come se la sue forma umana fosse racchiusa in quella geometrica (cilindrica con i due coni ai lati).
Man mano l'intossicazione è scemata e le figure geometriche sono svanite, la realtà è tornata ad essere quella conosciuta e ad avere il sopravvento. La strrttura delle forme geometriche con tubi e palle può essere stata suggerita da un'impalcatura di tubi Innocenti che si trovava nelle vicinanze. Il tutto sarà durato almeno due ore.
Non vi dico la paura che provò, vivendo una simile esperienza senza averne la minima preparazione culturale. Infatti non avendo preparazione per elaborare in modo diverso le visioni, ha potuto solamente cercare di serbare il ricordo della forma umana e tenervici stretto onde "ritornare"
Per oggi è abbastanza. Le prossime cose che ho intenzione di raccontare riguardano stati di trans o meglio pretrans ottenuti tramite eserciti respiratori e meditazione.