Non posso che essere d'accordo con KArl e Astracedi sulla necessità di estrema cautela. Tra le forse poche cose che ho davvero imparato nella mia vita c'è il principio che è molto più opportuno di parlare che ad esempio certi fenomeni avvengono e si presentano "come se...", Io non sono in grado di sapere se certe forme di energia esistano - e per talune dubito sinceramente molto - ma esistono modelli di pensiero che si basano su di essi e che permettono di comprendere, a chi lo voglia fare, certe cose, certe esperienze ecc. È appounto "come se...". Questo vale anche per il mio campo di lavoro, la psicoterapia. Siano freudiani, junghiano o di altra derivazione vi sono dei modelli che tendono e tentano a spiegare certi fenomeni e che si basano appunto sul "come se..." talora funzionano, talora vanno ridimensionati e corretti. In questo trovo analogie con l'antropologia e l'etnologia, che in passato mi hanno interessato ed affascinato, ma anche fatto suscitare molti dubbi su quanto certe deduzioni per analogia siano lecite. E anche nel campo specifico della medicina psicosomatica, quella che si pratica appunto nella mia clinica, molto è "come se...". Per il momento non abbiamo una spiegazione migliore.
Prudenza, quindi, ma prudenza non è mancanza di coraggio, anzi.
Buona notte, colla luna divorata dal drago.
__________________

dott. Claudio Giorgini
|