Sì ma... il valore fonetico non si limita ad una sola consonante. Ci sono appunto anche i bilitteri e i trilitteri. Per cui per esempio onde dell'acqua = mw, quella specie di semicerchio = nb, quella specie di stendardo o bandierina = ntr, e così via. Con questi solo considerando i più comuni si arriva a un centinaio. La leggibilità immediata è legata al valore di ideogramma o di determinativo. Per cui appunto, uomo con bastone = vecchio, testa = testa, pesce = pesce, il rettangolino aperto = casa, ma lo stesso rettangolino aperto con valore fonetico = pr. Poi c'è anche il fatto che una stessa parola come Ra può essere scritta con l'ideogramma così come con segni che hanno valore fonetico, complicando il rapporto tra il geroglifico in se e per sè e il modo in cui viene utilizzato da una o più lingue e scritture. Che poi non vadano, non tanto imparati a memoria, ma comunque acquisiti... Dipende da quel che ne devi fare. Se devi tradurre mezza riga per sport puoi anche permetterti di cercare tutto sul vocabolario e impiegarci 2 ore. Se devi tradurre frasi e testi già è diverso. Se poi ti trovi sul campo a dover fare una traduzione al volo... Non so, per dire, alla prima tesina anni fa per leggere un testo in inglese su un tempio ci misi mesi, ora ci metto grosso modo lo stesso tempo che impiego per leggere un testo in italiano. Non è che mi sia messo a imparare i termini a memoria, semplicemente a forza di leggere... Per leggere in tedesco invece, nonostante l'abbia dato come seconda lingua per costringermi a studiarlo, ci metto una vita. E non tanto per la maggiore difficoltà della grammatica (mica faccio il traduttore), ma per il fatto che avrò letto in questa lingua 5-6 articoli al massimo, a differenza dell'inglese o anche del francese. A questo si aggiunge il fatto che l'inglese ci è certamente più familiare, per cui le parole ti rimangono magari più impresse, e il francese e lo spagnolo assomigliano maggiormente all'italiano, per cui idem (è vero che questo è in parte un luogo comune, francese e spagnolo hanno indubbiamente le loro difficoltà grammaticali e linguistiche. Nonostante ciò mi è capitato di leggere rapporti di scavo in spagnolo senza averlo mai studiato, e di leggere libri in francese avendolo fatto solo alle elementari, senza incontrare particolari difficoltà, se non per qualche parola. E ognuno di noi credo abbia avuto esperienze simili. Niente comunque in confronto al tedesco, dove l'uso del vocabolario si spreca, dilatando i tempi di lettura a dismisura). Questo per dire semplicemente che, per quanto possano essere "ideograficamente" più semplici - per ovvi motivi - i geroglifici rispetto al cuneiforme, il padroneggiare la lingua, la grammatica e la scrittura a cui sono associati richiede comunque un certo studio e una certa pratica, e non è una cosa così scontata... E questo credo valga anche per le cose più semplici, come la distinzione tra un uso fonetico (che ripeto, con bilitteri e trilitteri più comuni supera comunque il centinaio di segni) e l'ideogramma. Ciò detto poi, personalmente a me restano più impresse, probabilmente anche per il tipo di memoria, le scritture in geroglifico rispetto al cuneiforme. E ciò vale anche per contesti differenti da quello egiziano, come il geroglifico luvio.
Ultima Modifica di Karl : 05-March-2007 20:11.
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