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Aquamarina
mi piacerebbe ,caro Marco, che ti spiegassi meglio [...]
Infatti, la caratteristica del simbolo è di non essere univoco ma polisemantico, poichè il simbolismo stesso è fondato sulle corrispondenze esistenti o stabilite tra diversi aspetti della realtà. [...] Per fare un esempio a tutti presente si pensi al numero 666 che è il numero del Cristo dell' Apolisse ma anche di Satana.
Per cui ciò che definisce l'esatto significato del simbolo è il contesto. Esso tuttavia "agisce", in quanto archetipo immagine e rappresentazione poichè per sua natura comunica direttamente con l'inconscio e con strutture mentali che non passano attraverso il linguaggio, percepibili in modi differenti.
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In modo forse un po' sbrigativo dirò che quando Zolla dice che un simbolo "agisce" intende che agisce fisicamente. Agire a livello subliminale (come nell'esempio riportato da Milena della pubblicità) significa agire a livello psicologico ma non fisico.
Mentre a livello essoterico (cioè riguardante riti o credenze non iniziatiche, come la religione cattolica, ad esempio) il simbolo può "agire" solo stimolando reazioni emotive più o meno inconsce, in un modo che credo possa essere affine alla descrizione da te fatta e che possiamo assimilare ad un punto di vista junghiano (Claudio, correggimi...) Zolla intende che attraverso le pratiche esoteriche il simbolo può agire in senso materiale.
Molto grossolanamente (in realtà il pensiero di Zolla è molto più sottile) è come se disegnando un pentacolo e scrivendo il numero 666 (o riti del genere) si possa "fisicamente" richiamare la presenza del demonio.
Ripeto, chianque abbia lette anche i testi più filoesoterici di Zolla, storcerà il naso di fronte all'esempio appena fatto, ma spero che sia comunque sia chiaro il tipo di ragionamento.
In effetti si può più genericamente ma correttamente dire che Zolla sostiene la possibilità di una interazione materiale, tramite conoscenze iniziatiche (in questo settore si è occupato soprattutto di alchimia e sciamanismo), tra mondo metafisico e mondo fisico.
In pratica si tratta di sostenere che lo sciamanesimo non è un'esperienza esclusivamente psico-neurologica ma che ha una sua realtà fisica.
Visto che non esistono a tutt'oggi prove scientifiche dell'esistenza materiale di qualsivoglia fenomeno "paranormale", e che le argomentazione di Zolla (o degli altri autori precedentemente elencati) sono quasi esclusivamente di tipo filosofico, semiotico e religioso-iniziatico (ovvero discipline estranee al metodo scientifico) ho qualche difficoltà a prenderele per buone in un ambito scientifico come l'archeologia.
Non vorrei essere frainteso. Ho grandissima stima di Elemire Zolla – che alcuni, credo guistamente, hanno definito "l'ultimo erudito" – ma mentre alcuni suoi studi diciamo "filosofici" sono intellettualmente ineccepibili e affascinanti (rimasi affascinato, oltre vent'anni fa, dall lettura del fondamentale "Eclissi dell'intellettuale") gli scritti degli ultimi suoi anni, in cui l'interesse per l'esoterismo diventa preponderante, mi vedono interessato ma al contempo scettico.
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Aquamarina
ho notato un forte ritrorno del simbolismo dell'uomo a testa di animale; mi è capitato personalmente di vederlo in diversi contesti e occasioni: pubblicità di sfide calcistiche sponsorizzate da una famosa birra( qui semplicemente gli uomini calciatori hanno la testa dell'animale che rappresenta la loro squadra tipo zebra per la juve asino per il napoli ecc); scenografia di concerti(Vinicio Capossela), opere d'arte e "performance" artistiche(Ominiotauro di Domenico Borrelli), e -addirittura manichini delle vetrine di un negozio di abbigliamento( un negozio di Cagliari con manichini dalla testa di volpe,di lupo, di uccello... era un famoso stilista però non ricordo quale)
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Milena, per me si tratta di fenomeni culturali tra loro diversi tutt'al più grossolanamente riconducibili al totemismo inteso in senso molto generale. E come ho già precedentemente sostenuto, l'associazione simbolica (semiotica) con l'animale può avere centinaia di spiegazioni diverse, spesso niente affatto riconducibili allo sciamanismo.