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Vecchio 11-March-2007
astracedi astracedi Non in Linea
AI senatus
 
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Milena ha portato esempi di interazione fisica tra simboli (e loro utilizzo "rituale") e realtà fisica che agiscono su due livelli nettamente ben distinti, a livello di indagine scientifica.
Una cosa è infatti è la reazione che certe pratiche rituali (più che il simbolo in sé, mi sembra) possano indurre alterazioni dello stato psichico e fisiologico. Fenomeni di questo tipo rientrano nella casistica del "possibile", dal un punto di vista dell'analisi materiale, anche se non se ne conoscono i precisi meccanismi fisiologici.
Cosa diversa è invece l'interazione fisica tra individui diversi, come la trasmissione del pensiero. In questo caso le conoscenze scientifiche attuali sono in totale contrasto con questa eventualità e la realtà (o anche solo la possibilità teorica) di tali fenomeni è tutta da verificare. Milena parte infatti da un presupposto scientificamente errato: "partiamo dal presupposto che il pensiero è energia, e dunque può manifestarsi "fisicamente". Il simbolo è pensiero espresso ed energia già canalizzata, da qui deriva la sua azione sia a livello della percezione che della fisicità."
In realtà l'attività cerebrale, a livello fisico, è misurabile come energia elettromagnetica, ma con un campo così debole da essere percepibile con adeguati strumenti solo a distanze di pochi centimetri dal cranio e in totale assenza di altri campi come quelli derivati dal normale passaggio della corrente eletrica nei cavi che portano al computer che state ora usando.
Non a caso James Randi e il CICAP hanno messo in palio cifre economiche molto consistenti per quinque riesca a dimostrare scientificamente l'esistenza di qualunque fenomeno paranormale: ad oggi nessuna prova valida è stata fornita.

Non nego di essere tendenzialmente scettico in materia, ma sono pronto ad accettare qualunque prova a favore dell'esistenza di questi fenomei, purché si segua una rigorosa procedura scientifica: non è infatti sufficiente la testimonianza di alcune persone coinvolte ma si necessita una casistica significativa a livello statistico e, soprattutto, eseprimenti controllati e verificabili (ovvero falsificabili).
Forse Milena stessa, tramite i contatti personali che sembra avere, potrebbe organizzare una serie di esperimenti scientificamente affidabili.
Faccio alcune ipotesi procedurali. Tra gli appartenenti al gruppo di persone che in seguito alle procedurra descritte da Milena, sono in grado di comunicare telepaticamente delle impressioni o dei simboli, se ne sceglie il numero più alto possibile, in modo da essere statisticamente significativo (si dovrebbe trattare almeno di molte decine di persone, ma per il momento ci si può accontentare di meno). I fenomeni di telepatia vanno poi controllati in vario modo:
- le persone esaminate non devono parlare né vedere chi è il suo partner (per evitare di influenzarsi con involontari movimenti somatici e per evitare di sapere chi è il partner di cui potrebbe conoscere aspetti personali)
- è necessario che tentino di comunicare tra loro concetti il più precisi possibile e non sensazione generiche come "pace" o "tranquillità". Se si tentano di comunicare concetti "inaspettati" l'esperimento avrà maggiore pregnanza.
- è necessario che ognuno registri per iscritto (o in altro modo poi catalogabile) cosa crede gli sia stato comunicato e il momento della ricezione del pensiero o, comunque, della formazione del concetto/sensazione nella sua mente.
Per ultimo occorre fare la cosa più importante, ovvero falsificare l'epserimento facendo credere alla persona esaminata di avere dietro lo schermo visivo una persona in grado di comunicare con lui, mentre si ha invece una persona qualunque che non è passata attraverso "l'addestramento", o addirittura nessuno.
Una volta fatto tutto ciò (ma si possono pensare procedure più raffinate) si tratta di analizzare tutto statisticamente e vedere se realmente (cioè numericamente) c'è qualcosa o si tratta invece solo di impressioni personali, potenzialmente fallaci perché influenzabili da una molteplice serie di fattori.

Ripeto, a tutt'oggi esperimenti più o meno rigorosi del tipo sopra descritto hanno dato risultati negativi, escludendo quindi, da un punto di vista fisico (il mondo metafisico non è di competenza della scienza moderna) la realtà dei fenomeni.

Se poi voglilamo parlare di simboli o riti a livello filosofico e metafisico, allora la strada è diversa ma lo sono anche gli aspetti applicativi.


ShemsuHor ha, non so se involotariamente o meno, portato un esempio di un ragionamento tipico di alcuni studiosi "infarciti" di esoterismo, citati precedentemente:
"Per fare un esempio opposto penso al cristianesimo che ha preso il simbolo della croce, cambiandone totalmente il significato originario, cioè quello solare e astronomico."

Trovo questo tipo di ragionamenti poco corretti dal punto di vista di una potenziale applicazione in campo storico-archeologico. Infatti qualunque religioso affermerà che, contrariamente a quanto detto sopra da ShamsuHor, il simbolo cristiano della croce deriva dal fatto che il Cristo è stato ucciso sulla croce, ovvero su un oggetto materiale (il cui uso è storicamente accertato) che è quindi diventato simbolo exoterico della sofferenza patita per la salvezza spirtuale dell'umanità.
Una persona che abbia dimestichezza con le simbologie delle diverse religioni farà un immediato collegamento (esoterico od exoterico) con la simbologia solare, come ha fatto ShemsuHor.
Chi ha ragione dei due??? E' evidente che si tratta di simbologie diverse e non sovrapponili, con spiegazioni della sua origine opposte.
Personalmente, se dovessi avanzare un'ipotesi di tipo storico, sarei favorevole all'ipotesi dell'origine dall'oggetto materiale (la croce del supplizio capitale romano) anche se non si può escludere che per alcuni popoli la preesistenza dello stesso simbolo, ma con altri significati, abbia favorito la conversione.
Trovo comunque ragionamenti come quello esemplificato da ShamsuHor, pericolosi dal punti di vista scientifico. Adepti di pratiche esoteriche,, infarciti di simbologie di origini tra loro assai diverse, tendono invece ad un sincretismo che mi sembra il più delle volte una forzatura storica e fors'anche semiotica.
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Marco Astracedi
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