Discussione: cerco palinologi
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Vecchio 16-March-2007
astracedi astracedi Non in Linea
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Rileggendo quanto avevo scritto, mi accorgo di non essermi spiegato bene. Ho fatto geologia, ad indirizzo paleontologico (purtroppo ho però dovuto interrompere alla fine del quarto anno:-( ) e da allora mi occupo di questa disciplina solo a livello di divulgazione scientifica, soprattutto come grafico illustratore. Quello che dovevo fare, riguarda al Messiniano, erano alcuni disegni che ricostruivano il paleoambiente (paleogeografia, clima, vegetazione e fauna) del bacino umbro-marchigiano durante la crisi di salinità messiniana e nel passaggio Messiniano-Zancleano.
Per essere chiari, cioè, la mia esperienza diretta di palinologia è limitata a quanto visto e studiato per l'esame di micropaleontologia (che poi era soprattutto incentrato sui foraminiferi essendo il mio prof. - con il quale ho ancora rapporti di collaborazione professionale - è uno dei massimi esperi italiani del settore). Quanto so sulla palinologia del Massiniano deriva dalla lettura di alcuni lavori altrui (non ricordo ora i dati precisi, se ti serve vado a cercare gli articoli nel "buco nero" del mio archivio). In particolare mi era stato assai utile uno studio che analizzava una serie di campioni provenienti da 5 diverse località marchigiane e romagnole, con caratteristiche stratigrafico-sedimentologiche diverse e differenziate nel tempo(bacino profondo, bacino chiuso sovrassaturo, fan deltizio, ecc.)
Da questi dati, uniti ad altri di tipo diverso (come quelli desunti dalle filliti di Senigallia) si desume il seguente quadro:
- grande preponderanza percentuale di polline da graminacee
- vegetazione arborea molto varia comprendente specie termofile da clima secco-temperato come Quercus o Tsuga, o caldo-temperato (es. Bombax), unita a minore evidenza di Fagus, i cui pollini sono probabilmente fluitati dalle cime più elevate del nascente Appennino.
- presenza significativa di specie igrofile (Salix, TAxodium), la cui relativamente alta percentuale pollinica è forse dovuta ai campioni provenienti da sedimenti fluvio-deltizi e da bacini lacustri.
IN pratica si doveva trattare di una specie di savana, percorsa da numerosi corsi d'acqua provenienti dalle alture circostanti (ricoperte da vegetazione arborea secco-temperata) che riversavano le loro acque, e il polline ivi trasportato in bacini marino-lacustri sovrassaturi di sali, circondati da una fascia di terreno arido.
Col passaggio al Zancleano si vede invece, oltre alla trasgressione marina e conseguente scomparsa dei mbacini sovrassaturi, un aumento dell'umidità generale e quindi delle relative specie arboree, senza però avere una significativa diminuzione della percentuale pollinica dovuta alle graminacee, che rimangono la vegetazione più caratteristica del Miocene e del Pliocene inferiore (e superiore, ma questa è un'altra storia).

Sono andato a memoria, se ti servono dati più precisi, come un elenco più preciso dei generi e specie vegetali, mi metto a cercare l'articolo.

PEr quanto riguarda il discorso generale sullo sbocco professionale come palinologi, credo che le stra de siano due: una tramite il corso di Geologia ad indirizzo Paleontologico, l'altro da Scienze naturali, come il tuo caso.
Nella prima ipotesi, però, si finisce con lo specializzarsi in palinologia di ambiente marino. INfatti si passa atraverso l'esame di micropalentologia e qui, a seconda delle facoltà si è più indirizzati verso i Foraminiferi o verso il Nannoplancton, entrambi importantissimi dal punto di vista stratigrafico. Insomma, si finisce con lo studiare spore algali e coccolitoforidi.
Se ti interessa invece la palinologia delle piante terrestri, che tra l'altro ha maggiore attinenza con l'archeologia, mi sembra obbligato passare per Scienze Naturali. Per quanto ne so, però, non esiste un percorso preciso o un corso di laurea con specifico indirizzo (ma col nuovo ordinamento e la miriade di corsi "strambi" che sono venuti fuori non si può mai dire). Si tratta invece di scegliersi semplicemente tutti gli esami attinenti la microplaeontologia, la botanica e la paleobotanica (e qui non saprei dirti quale Università,offre una maggiore differenzazione; fatti una bella ricerca tra i siti dei vari atenei) e infine fare ovviamente una tesi di paleobotanica (compresa quella dell'eventuale dottorato).
Ad Urbino, dove ho studiato io, ormai una marea di anni fa, sono uscite diverse tesi di Scienze NAturali ad argomento palinologico.
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Marco Astracedi
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