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Vecchio 24-March-2007
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Karl Karl Non in Linea
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Sulle filosofie orientali ne so troppo poco, se non in linee proprio molto generali. Qualcosa di più sul discorso strettamente religioso, però... non è sufficiente per permettermi di contestualizzare a dovere. (E' anche questo uno degli argomenti che mi sono ripromesso di approfondire oramai diversi anni fa). Da un certo punto di vista penso che i due approcci possano essere complementari. Da un altro non mi convince molto l'idea di saggezza orientale descritta. Tuttavia credo sia in parte un problema di "etnocentrismo" (evidentemente acuito da quella mancanza di conoscenza che mi permetta un minimo di contestualizzazione). Nel senso che la parola saggezza automaticamente mi richiama la nostra categoria di saggezza, filosofica e culturale d'occidente, quando invece mi pare si tratti di qualcosa per certi versi simile, ma per altri che attiene a due livelli differenti. L'una, quella occidentale, forse ha una dimensione maggiormente orientata all'esterno (fino ad arrivare a socializzazione delle conoscenze, ricerca di verità che possano essere appunto anche socializzate, condivise, almeno in parte "oggettivizzate"), l'altra, quella orientale, mi pare abbia invece una dimensione più intima e soggettiva, improntata un po' a trovare la propria via, un po' alla Siddharta (scusate la rozzezza...). Non necessariamente le due cose si escludono a vicenda (anche se possono creare tensioni e conflitti, e in certi casi anche "scelte di campo"), però appunto mi pare appartengano a due piani in parte distinti. Pura e spassionata opinione personale ovviamente, un po' a "istinto".

Avevo saltato una parte. In cui si dice in effetti la stessa cosa che ho detto io, ma a proposito dell'arte, va bè... La parte sulla gestualità poi mi richiama alla mente quel pezzo del film L'ultimo samurai in cui Tom Cruise nota come i gesti, i movimenti (e quindi le azioni, quelle quotidiane), della gente del villaggio giapponese siano particolarmente "curati", un po' come se tendessero alla perfezione (in un altro film invece, non mi ricordo se fosse Hero, La foresta dei pugnali volanti, boh, si notava una cosa simile rispetto alla scrittura cinese). Riferito al discorso che si fa nel testo poi mi fa pensare a una maggiore importanza data al percorso (il movimento) piuttosto che al risultato (l'opera d'arte).

Ultima Modifica di Karl : 24-March-2007 02:14.
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