L'origine mediorientale degli Etruschi
La scoperta di un gruppo di ricerca internazionale guidato dal laboratorio di Genetica Umana diretto dal professor Antonio Torroni (Dipartimento di Genetica e Microbiologia) dell’Università di Pavia – pubblicata sulla prestigiosa rivista The American Journal of Human Genetics – getta nuova luce sulla controversa e dibattuta questione dell’origine degli Etruschi. I ricercatori di Pavia, partendo dallo studio del DNA mitocondriale dei Toscani moderni hanno concluso, in accordo con alcuni fonti classiche, che gli Etruschi sono di origine mediorientale e giunsero in Toscana via mare.
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Man mano che le terre e le città etrusche venivano conquistate e occupate dai Romani, si assistette alla rapida scomparsa sia della lingua che della cultura etrusca; ma possiamo dire lo stesso dei loro geni? E’ forse possibile ritrovare tracce di questo antico e affascinante popolo nel patrimonio genetico delle popolazioni moderne dell’Italia centrale e in particolar modo della Toscana?
Il genoma mitocondriale – a trasmissione esclusivamente materna – potrebbe aver risentito meno di altre porzioni del genoma umano della conquista dei Romani; infatti i veterani di Roma ai quali venivano assegnate le terre di Etruria spesso sposavano donne locali, di fatto preservando le linee mitocondriali autoctone.
Confidando in questa possibilità, il gruppo di ricerca dell’Università di Pavia ha analizzato il DNA mitocondriale di 322 soggetti non imparentati provenienti da tre diverse località toscane appartenenti all’antica Etruria:
- Murlo, un paese piuttosto isolato di origine Etrusca nella provincia di Siena;
- Volterra, l’antica città etrusca chiamata Volaterrae in provincia di Pisa;
- la Valle del Casentino in provincia di Arezzo, città etrusca chiamata Arretium.
Lo studio – finanziato da enti pubblici (Ministero dell’Università) e privati (Fondazione Cariplo e Compagnia di San Paolo) – ha confrontato il DNA mitocondriale dei Toscani con quello di oltre 15.000 soggetti provenienti da altre 55 popolazioni dell’Eurasia occidentale (tra cui 7 italiane) sia a livello di aplotipo che di aplogruppo mitocondriale – intendendo per aplotipo mitocondriale l’insieme delle mutazioni del DNA mitocondriale di un individuo e per aplogruppo un gruppo di aplotipi che condivide alcune di queste varianti.
L’analisi dei dati così ottenuti ha messo in evidenza l’esistenza di un legame genetico diretto e “recente” tra i Toscani moderni e le popolazioni mediorientali. In particolare, è stata rilevata una elevata frequenza di linee mitocondriali tipicamente mediorientali, soprattutto a Murlo dove si raggiungono valori complessivi di oltre il 17%. Il confronto degli aplotipi ha fornito informazioni ancora più interessanti in quanto più del 5% dei Toscani presenta sequenze di DNA mitocondriale assenti nelle altre popolazioni italiane o europee ma presenti nelle popolazioni del Medio Oriente.
Questo studio indica che, nonostante i vari processi di mescolamento e diluizione genetica avvenuti negli ultimi 2.500 anni, alcune delle comunità toscane attuali hanno conservato nel loro DNA mitocondriale, le tracce genetiche rilevanti di un evento migrazionale recente dal Medio Oriente verso le coste dell’Italia centrale. Tale risultato avvalora l’idea di una origine alloctona degli Etruschi probabilmente da ricercare nella Lidia, come sostenuto da alcune fonti classiche.
“Questo studio – conclude il prof. Torroni – è un ulteriore esempio della ricchezza di informazione contenuta nel nostro DNA mitocondriale. Nonostante questo DNA rappresenti solo una piccola frazione del nostro genoma, la comprensione della sua evoluzione sta profondamente cambiando la nostra percezione di come donne di diversa origine etnica (e gli uomini che le accompagnavano) hanno contribuito alla formazione delle popolazioni moderne”.
E’ entusiasmante che il legame genetico recente tra Toscana e Medio Oriente emerso dall’analisi del DNA mitocondriale umano stia trovando conferma in uno studio parallelo condotto sul DNA mitocondriale dei bovini. E’ infatti in corso di pubblicazione sulla rivista britannica Proceedings of the Royal Society: Biological Science uno studio condotto dal gruppo del professor Paolo Ajmone-Marsan dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, al quale ha partecipato anche il gruppo del professor Torroni, che evidenzia come i bovini tipici della Toscana, quelli di razza chianina e maremmana, abbiano anch’essi un’origine mediorientale molto recente. Questo conferma che il popolo etrusco giunse in Toscana via mare portando con se non solo la sua sofisticata cultura ma anche i suoi caratteristici armenti.
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