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Vecchio 05-April-2007
astracedi astracedi Non in Linea
AI senatus
 
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In realtà la questione sottoposta da Kore non mi sembra affatto del tutto peregrina.
E' noto che la lingua etrusca non era di tipo indueuropeo.
Questo fatto può essere spiegato in due modi:
1) la lingua viene da aree diverse (es. Anatolia)
2) la lingua rappresenta un resto "fossile", un'enclave, di una lingua anticamente più diffusa, forse a livello di tutta l'area mediterranea.

La discussione, anche a livello accademico, sull'origine degli Etruschi, ha sempre seguito la stessa dicotomia che riguarda l'aspetto linguistico.

Da un punto di vista genetico, lo studio riportato da Lelia può essere spiegato come una migrazione recente (fine dell'Età del Bronzo?) dall'Anatolia.
Può però essere spiegata anche in altro modo.
Lo stesso risultato, credo, si avrebbe se il Mediterraneo del Mesolitico o del Neolitico fosse stato abitato da popolazioni geneticamente simili a quelle levantine. Con l'arrivo dei successivi flussi di lingue indoeuropee, e quindi, forse, di nuovi e diversi apporti genetici (a partire dal Neolitico, se si segue l'ipotesi di Renfrew, fino all'Età del Bronzo) si potrebbero avere, in alcuni casi, sostituito le più antiche popolazioni (o con esse essersi fusi), in altri casi, i nuovi arrivati potrebbero aver costretto le vecchie popolazioni in aree più ristrette (quest'ultima ipotesi spiegherebbe anche le parziali affinità tra lingua etrusca e retica).

Credo che sarebbe interessante sapere se popolazioni isolate, come i sardi o i corsi, abbiano anche loro delle affinità genetiche con popolazioni levantine.
Forse Mario ne sa qualcosa di più...

ciao
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Marco Astracedi
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