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Vecchio 21-June-2005
Arcimengo Arcimengo Non in Linea
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Non vorrei fare l'ennesimo figuro con le cose "infilate a forza in testa", però i dubbi che mi vengono, da archeologo, sono altrie:
se le piramidi le hanno fatte prima una civiltà che avesse una forma tecnologica simile alla nostra, come mai non sono rimaste tracce del tutto?
A meno che non si voglia leggere come prova fondamentale di una cosa del genere quei rari casi di macchina come il Meccanismo di Ankititera (non mi ricordo mai come si scrive esattamente, perdonatemi)-giusto per vedere che anche noi "archeologi con i paraocchi" conosciamo le basi delle ipotesi che ci presenti. Una civiltà come la nostra lascerebbe sicuramente, anche dopo millenni, tracce, qualsiasi sia il grado di cataclisma subito (a meno che non si voglia parlare di terraforming assoluto, ma allora cadiamo decisamente nella fantascienza), leggasi metalli (oro in primis) manufatti in maniera "moderna", resti di polimeri o materiali plastici vari (che viviamo tutti i giorni con i nostri ormai drammatici problemi di inquinamento), leggasi tracce di inquinamento atmosferico di un certo tipo (non dico come il nostro, ma qualsiasi cosa che appaia "differente") entro le carotature dei ghiacci antartici.
Come hanno costruito le piramidi, ci chiedi in un sacco di post, la mia risposta è non lo posso sapere con esattezza, però posso darti alcuni di quelli che, secondo me, sono punti fermi:
ammettendo la distinzione di 900.000 agricoltori per far lavorare 100.000 operai, partiamo dalla base che
-si tratta di una civiltà che da almeno un millennio lavorava la pietra e che riusciva a fare un vaso sottilissimo in pietra dura (lavoro complesso e che richiederebbe a noi oggi disabituati a tale genere di lavoro un tempo enorme e moltissimi fallimenti) in poco tempo, perché erano abituati a farlo.
-le piramidi di Giza si inseriscono perfettamente nella storia architettonica della piramide egiziana (che dura per circa 1500 anni), al punto che se non ci fossero si farebbe fatica a passare dalle precedenti piramidi a gradoni a quelle della V dinastia.
-in Egitto non c'erano schiavi come li intendiamo noi oggi, ma la vita di un'agricoltore od operaio non faceva tutta questa differenza (dato riscontrabile ancora oggi in certe culture)

posso ipotizzare che, qualunque fosse il loro metodo (che l'archeologia sperimentale ha tutto il diritto e il dovere di tentare di ipotizzare - fermo restando la difficoltà e la mancata abitudine a un certo tipo di lavoro fisico con determinati materiali di chi la opera), gli egiziani avessero le capacità tecnico-pratiche e l'organizzazione sufficienti ad erigere le piramidi di Giza.

E questa è la mia visione, non so se mi sono spiegato.
Apprezzo molto il tuo ragionamento "per assurdo", però è un metodo di lavoro che ritengo pericoloso. Per arrivare a tematiche più vicine a noi ( e in ambito completamente differente, pur restando in quello storico) io fatico a comprendere come mai l'esercito tedesco, durante la seconda guerra mondiale, si sia tuffato in quel tunnel senza uscita che è stata la Campagna di Russia quando aveva sostanzialmente in mano l'intera Europa Occidentale, ma da questo a pensare che "per forza" Hitler lo abbia fatto perché glielo hanno detto gli alieni o perché il controspionaggio parapsicologico americano (si è sentito anche questo) glielo ha imposto mentalmente ce ne corre.
Lo penserò quando avrò i dati per poterlo ipotizzare; in questo momento tra i dati che mi spingono a ipotizzare le piramidi costruite da una civiltà precedente simile alla nostra che non ha lasciato tracce e i dati che mi spingono alla lettura più ortodossa, ritengo decisamente maggiori i secondi.
Anche se darei tutto quello che ho in banca (che non è molto ) perché sia giusta la prima ipotesi...
Scusate la logorrea,
marco
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