Trovo difficile credere, come già scritto, che possa avvenire un cataclisma che non lasci assolutamente traccia (con gli esempi fatti prima).
Il fatto che noi oggi, tecnologicamente, non potremmo fare le piramidi non è completamente esatto (e comunque è vero anche il contario, che nulla di quello che abbiamo ora è stato rinvenuto/fatto? nel passato), semplicemente risulterebbero troppo costose in termini di denaro, tempo e personale impiegato per essere anche semplicemente ipotizzate (per differenze soprattutto culturali, più che tecnologiche).
Comunque siamo in Democrazia e ritengo sia giusto che ognuno abbia la sua opinione. Proprio per questo, come "addetto ai lavori" e persona che da almeno 12 anni si dedica a questi argomenti, rivendico il mio diritto di legarmi a ipotesi più "classiche" per mia convinzione personale legata ai miei studi e ragionamenti e non per "paura di affrontare l'argomento", "apatia", "aver ricevuto queste informazioni in testa" o altro.
Ci sono moltissimi punti oscuri sul passato, molti dei quali non saranno probabilmente mai chiariti, ma non per questo significa che l'archeologia e il metodo sinora utilizzato siano fallimentari in toto.
Continuo a pensare che ipotizzare un cataclisma assoluto che abbia distrutto tutto sia il modo migliore per trovare una soluzione semplice invece che provare a cercare altri dati e altre ipotesi. E in questo modo non si fa che cadere nello stesso errore per cui sono accusati i cosiddetti "archeologi di vecchio stampo", non studiare la situazione e legarsi esclusivamente alle proprie idee.
Ciao a tutti,
Marco
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