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Vecchio 13-April-2007
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Cool [Epigrafia latina] Appunti di epigrafia latina

Salve ragazzi!!! Dal momento che in questo mio anno universitario il corso di epigrafia latina è incentrato sulla realizzazione di alcune schede epigrafiche al fine della pubblicazione, ho deciso di riversare sul forum le conoscenze che pian piano sto acquisendo. Non ho alcuna pretesa né di insegnare a voi l'epigrafia latina nel suo complesso, né tanto meno ho pretesa di completezza su un argomento che dire vasto è un eufemismo. Mi limiterò pertanto a fornire le indicazioni principali per la realizzazione di una scheda epigrafica fondamentale (quindi non una scheda di scavo né una scheda scientifica), con gli strumenti necessari per approfondire il discorso e per far capire a coloro i quali ci leggeranno cosa è l'epigrafia latina e quanto possa essere utile per la conoscenza del passato romano ancora così poco conosciuto in molti suoi aspetti. Per comodità prenderò ad esempio una iscrizione breve e poco impegnativa, su marmo, anche perché in caso contrario non avrei tempo di fare un qualcosa di minimamente serio: purtroppo sul web non si trovano foto di iscrizioni, quindi vedrò di recuperare una qualche foto già pubblicata sulla quale lavorare. Sperando di fare cosa utile e gradita, direi di cominciare. \\/

Modello di scheda
Prima di partire, è necessario metterci d'accordo sulla base comune che andremo ad utilizzare/analizzare. Al seminario ci fanno esercitare su questo modello di scheda, quindi non vedo modo migliore che proporlo anche all'attenzione dei lettori.
  1. Titoletto identificativo del pezzo
  2. Definizione supporto
  3. Materiale
  4. Stato di conservazione
  5. Misure supporto (altezza, larghezza, spessore in centimetri)
  6. Misure del campo epigrafico (se esiste)
  7. Misure delle lettere (massima e minima)
  8. Provenienza
  9. Collocazione museale
  10. Numero di inventario
  11. Bibliografia principale
  12. Trascrizione del testo
  13. Apparato critico per righe, con varianti di letture e paleografia
  14. Commento storico-antiquario
  15. Datazione
  16. Firma dell'autore della scheda

Titoletto identificativo del pezzo
Deve dar conto degli aspetti più significativi del pezzo: tipologia del supporto, professione, nome. L'accento andrà posto, se possibile, sul rapporto esistente tra il pezzo e la sua attuale collocazione espositiva.

Definizione supporto
Deve dar conto di una descrizione dettagliata dell'aspetto del supporto, secondo la terminologia messa a punto nel volume di Di Stefano Manzella.

Materiale
Deve dar conto di una descrizione completa del materiale del supporto. In mancanza di conoscenze specifiche è opportuno rimanere sulle linee generali: in caso contrario, è qui che bisogna indicare le sue particolarità, come il luogo di provenienza, le venature, etc. etc.

Stato di conservazione
Deve dar conto dello stato "attuale" (cioè al momento della redazione della scheda) del pezzo. Bisogna segnalare abbastanza minuziosamente le sue mancanze, tenendo presente che un pezzo si dice mutilo quando oltre il 50% è andato perduto, frammento quando meno del 50% è andato perduto. Se vi sono soltanto delle leggere sbozzature lungo i lati, il pezzo si definisce integro e si segnalano le varie mancanze, sempre con una descrizione precisa della loro posizione.

Misure del supporto; misure del campo epigrafico; misure delle lettere
Si scrivono sulla stessa riga, ogni gruppo separato da un ";". Si esprimono sempre in centimetri, secondo l'ordine che ho indicato sopra. Ogni valore va separato dal convenzionale segno "x", che sta ad indicare appunto «altezza "per" larghezza "per" spessore», etc. etc. Ovviamente, il campo epigrafico si misura soltanto se chiaramente indicato, magari perché ribassato o perché racchiuso all'interno di un riquadro. Delle lettere si indica la misura massima e la misura minima: a volte quali siano le lettere da misurare lo si può dedurre al semplice sguardo. Per epigrafi particolarmente poco curate, come quelle della tarda antichità, si può arrivare ad esprimere tali valori per ogni riga. In determinati casi si può indicare soltanto l'altezza massima: ciò nel caso in cui la differenza tra le lettere fosse davvero irrisoria, oppure quando tale differenza non contenga particolari meriti per essere segnalata.

Provenienza
Deve dar conto della provenienza del pezzo: se proviene da vie consolari o antiche, va indicato il punto di ritrovamento espresso in miglia (ad es. Via Appia, XI miglio), altrimenti si può tranquillamente esprimere in km. Se il pezzo è di provenienza sconosciuta, l'espressione consigliata è «Luogo, data e circostanze di ritrovamento ignote». In aggiunta si possono segnalare i principali spostamenti museali (moltissime epigrafi provengono da importanti collezioni private, oppure nel tempo sono passate attraverso vari musei): non è necessario segnalare ogni singolo spostamento, l'importante è indicare almeno i più importanti. È necessario fare attenzione alle cosiddette epigrafi di riutilizzo: epigrafi pavimentali, parietali, etc. etc in chiese e monumenti di vario genere. In tal caso infatti è noto soltanto il luogo di ritrovamento (che poi non è un vero ritrovamento, ma una riscoperta), non già la data o le circostanze.

Attuale posizione / Collocazione espositiva
Bisogna dar conto dell'indicazione dell'attuale luogo di posizione espositiva. Se la scheda coincide con il catalogo del Museo, questo punto si può tralasciare.



Bene, direi che come primo approccio possiamo fermarci qui. Nel prossimo appuntamento ultimeremo l'analisi sommaria dei punti della scheda da realizzare, prima di entrare nello specifico del pezzo da analizzare.
S'intende che chiunque voglia in qualsiasi modo correggere o integrare quanto da me scritto, può farlo senza ombra di dubbio.

p.s.: guardate che alla fine del mini-corso vi interrogo a tutti quanti!!!
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