Due belle domande di quelle da ridere:
- a cosa serve una scheda fatta così (se è per recensione di materiale già noto a scopo di uniformazione dell'edizione in moderni corpora, oppure per pubblicazione del rarissimo materiale inedito);
- come redigere la trascrizione (che è questione fondamentalissima nella prospettiva della successiva creazione di lessici o di indici di nomi).
Poi mi pare che questa scheda sia particolarmente sbilanciata sulle caratteristiche dei tituli romani e poco idonea alla schedatura di tutto il restante (ed enorme) panorama epigrafico latino (a cominciare dal fatto che non prevede una "classificazione" del messaggio epigrafico né del suo ambito culturale).
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